martedì 24 agosto 2010

Con rammarico, prendiamo atto...ma andiamo avanti


La nostra proposta di ordine del giorno


Purtoppo il sindaco ha anticipato che il consiglio non si farà, che non è urgente.


Noi porteremo avanti la nostra iniziativa.

E ora il ricorso contro le delibere di Chiodi


lunedì 23 agosto 2010

Dalla minoranza di Guardiagrele una svolta per la sanità

Il gruppo consiliare di minoranza "Guardiagrele il bene in comune" compie i primi passi dell'iniziativa politica presentata ieri sera in un'affollata assemblea pubblica a Guardiagrele.

Stamattina è stata protocollata la diffida che il gruppo consiliare ha intimato al presidente della regione, quale commissario per la sanità, al sub commissario, all'assessore alla sanità e, quale autorità sanitaria del comune, anche al sindaco.

Contemporaneamente ha depositato una richiesta di convocazione urgente del consiglio comunale perche venga immediatamente intrapresa un'azione giudiziaria per impugnare le delibere (n. 44 e n. 45 del 2010) con le quali Chiodi ha decretato la morte dei piccoli ospedali.

Se, da una parte, mi meraviglio delle esternazioni del sindaco Salvi che ha candidamente dichiarato che è inutile difendere l'ospedale, dall'altra è necessario che tutti prendano atto che l'iniziativa decisiva che potrebbe segnare una svolta della sanità non solo a Guardiagrele ma nell'intera Regione, parte dal gruppo di minoranza al comune di Guardiagrele.

Chiediamo appoggi a tutti i comuni interessati, a partire da quelli di Casoli, Pescina e Gissi per il quali la chiusura degli ospedali è prevista fra poco più di una settimana.

L'impugnativa che il nostro gruppo propone, infatti, è destinata a sortire i suoi effetti sull'intero sistema perchè ciò che noi chiediamo è la sospensione di un piano operativo che è illegittimo sotto molteplici aspetti.

Il nostro gruppo consiliare è quello che ha formalmente diffidato regione e comune dall'adottare o avallare atti che ledono i diritti dei cittadini; il nostro gruppo è quello che propone e si fa parte attiva perchè gli atti della regione vengano annullati perchè contro la legge e contro la Costituzione.

Ciò che ci incoraggia è anche una importante pronuncia della Corte Costituzionale che ha chiarito che è il Consiglio Regionale l'unico organo che decide come organizzare la rete ospedaliera mentre al Commissario spetta di vigilare sul rientro dal disavanzo.

Ci incoraggia anche il fatto che il piano di rientro che Chiodi più volte richiama nelle sue delibere stava dando i suoi frutti come lo stesso Redigolo dichiarava lo scorso anno.

A questo punto chiediamo anche il sostegno della città, delle associazioni, dei sindacati, dei cittadini, di chiunque ha veramente a cuore la sorte dei nostri ospedali e delle zone interne.

La richiesta di consiglio comunale...


Appena dopo la diffida il gruppo consiliare "Guardiagrele il bene in comune" ha protocollato una richiesta di convocazione urgente del consiglio comunale per impugnare al TAR le delibere 44/2010 e 45/2010 del commissario Chiodi (Presidente della Regione).

Con queste delibere si decreta la morte entro fine anno dell'ospedale di Guardiagrele.

La proposta di impugnativa è il punto essenziale dell'iniziativa politica del gruppo consiliare di opposizione che propone un'azione concreta in difesa dell'ospedale.

La diffida...

Questa mattina il gruppo consiliare "Guardiagrele il bene in comune" ha protocollato in comune (prot. 17531 del 23.8.2010) la diffida al sindaco relativa alla tutela del diritto alla salute.
La diffida è stata presentata ieri sera (22 agosto 2010) in un'assemblea pubblica in piazza S. Maria Maggiore.
E' il primo atto dell'iniziativa politica del gruppo consiliare di centro sinistra per salvare l'ospedale di Guardiagrele.

sabato 21 agosto 2010

Dal generale al particolare...(il mio intervento alla festa PD)

C’è solo da preoccuparsi per la situazione attuale, per gli evidenti segni di eclissi della giustizia (sociale), della legalità, del senso delle istituzioni, della moralità.

Invece di essere e sentirsi chiamati ad una forte mobilitazione delle coscienze, siamo in stato di permanente anestesia che impedisce di frenare o ridurre questo scivolamento sociale verso il basso neanche tanto lento e apparentemente inesorabile.

Di fronte a questo scenario il compito dei partiti, del nostro partito, è quello di restare o tornare vicino alla gente per ascoltarne i bisogni reali e costruire progetti di sviluppo durevoli e non estemporanei, di smascherare il castello di menzogne che l’avversario politico costruisce giorno dopo giorno.

Sicuramente è debole la cultura di fondo nella quale tutti siamo immersi, una cultura che, anche a causa della crisi economica che ci coinvolge, ha rinunciato a riflettere sulla realtà sociale ed è disposta, a causa della stanchezza che non spinge oltre le apparenze di quello che si legge e di quello che si sente, a ritenere per vero tutto ciò che ci si para davanti.

E’ debole il senso di comunità a causa di modelli sociali che privilegiano l’individuo e considerano il bene comune come una somma di interessi singoli, come un aggregato di “benesseri individuali”.

In questo quadro la nostra città – della quale abbiamo sempre detto che riproduce in piccolo tutte le complessità delle realtà più grandi – ci fa toccare con mano ciò che di negativo la classe di governo nazionale ci propone: eclissi della moralità civile, del senso delle istituzioni, del senso di comunità, della giustizia sociale.

A questo si aggiunge la pratica della mistificazione della realtà per cui risulta facile, molto facile, spararla grossa mentre diventa sempre più difficile smentire, anche quando questo avviene con documenti alla mano.

Ecco, un partito che si definisce democratico deve sostenere lo sforzo di chi cerca di superare queste debolezze e di cambiare la realtà in cui vive. Ha dimostrato di saperlo fare negli scorsi anni a Guardiagrele ad esempio costruendo un sistema di welfare locale non solo mettendo a disposizione denaro, ma soprattutto edificando una fitta impalcatura di relazioni che il nuovo governo locale (la dis-amministrazione Salvi) ha letteralmente smantellato in men che non si dica.

Questo è il periodo nel quale, di fronte alla crisi che ci presenta ancora serie difficoltà da contrastare e che non ci permette ancora di superare la fatica di mesi difficili, dovremmo essere coinvolti da un sussulto di vigore sociale e civile invece di essere presi in giro con proclami che si dimostrano falsi o pratiche ormai seccanti di rimpalli di responsabilità. Avremmo bisogno di chi richiami e, soprattutto, rappresenti un quadro di riferimento forte, robusto, certo come è la nostra Costituzione, ma non è così e non è così neanche a Guardiagrele.

Quando si propagandano per propri risultati ottenuti da altri o progetti avviati da altri; quando in Consiglio Comunale si dice che non tutto prima (amministrazione Palmerio) è stato sbagliato, ma che in campagna elettorale questo non si può dire perché ci sono le elezioni; quando si dà onore a personaggi che non fanno mistero di razzismo; quando si prende ad insultare i consiglieri di minoranza nel silenzio di chi rappresenta tutta la città; quando si dà dello sfrontato a chi segnala gli errori; quando passano mesi senza che le legittime interrogazioni abbiano risposta; quando accade tutto questo c’è da essere preoccupati perché vuol dire che quel quadro di riferimento è smarrito.

In questo quadro l’impegno di un partito, il Partito Democratico, nel quadro di una coalizione di centro sinistra, quali obiettivi deve porsi? Essenzialmente due: denunciare e progettare. Dovrebbe forse stare in silenzio? Stare a guardare?

L’impegno deve essere necessariamente quello di mobilitare le coscienze; diventare autori di un cambiamento che anche nella nostra città è già necessario perché già vittima di una regressione civile (che fa della menzogna, della mistificazione e delle insinuazioni persino calunniose il suo programma – si vedano, a questo proposito, il manifesto sui 100 giorni e il manifesto dal titolo “Ma non è una cosa seria”, entrambi del PdL) e morale (perché non si fa scrupolo di insultare l’avversario o tollerare che ciò avvenga – si leggano le trascrizioni del consiglio comunale del 29.7.2010).

Si dice che chi parla in questo modo fa demagogia. Non è così e fortunatamente lo si può dimostrare. Andiamo con ordine riportando le affermazioni del manifesto del PdL locale sui primi 100 giorni della giunta Salvi e, di seguito, i riferimenti dei documenti che dimostrano come le iniziative propagandate per proprie e oggetto di vanto per i primo 100 giorni siano, in realtà, l’esito di impegni, progetti e iniziative della Amministrazione precedente.

Sui suoi 100 giorni Salvi NON dice…

1. Salvi dice di avere stipulato un accordo SASI per la sistemazione delle disastrate reti fognarie di Satriana.

Salvi NON dice che la giunta Palmerio aveva messo a disposizione di SASI 40.000 euro per risolvere il problema (informazioni reperibili presso gli Uffici Finanziari del Comune). Queste somme sono state restituite e non sappiamo perché.

2. Salvi dice di avere avviato il trasferimento delle salme dalla vecchia alla nuova ala del cimitero del capoluogo.

Salvi NON dice che questa attività è stata avviata da molti mesi (amministrazione precedente) grazie all’impegno del personale comunale (informazioni reperibili presso l’Ufficio manutenzioni del Comune). E’ vero, piuttosto, che si sono accumulati enormi ritardi nella sistemazione delle salme e nella stipula del contratti di concessione.

3. Salvi dice di avere avviato la progettazione per l’adeguamento e messa in sicurezza dell’area artigianale di Melone.

Salvi NON dice che la precedente amministrazione ha chiesto e ottenuto un finanziamento dalla Regione di oltre 66.000 euro (la comunicazione è la n. 3766/A del 4.3.2010) a fronte di un progetto per € 110.519,50.

4. Salvi dice di avere avviato i lavori per il consolidamento e la sistemazione dei servizi igienici e degli spogliatoi della Piscina comunale.

Salvi NON dice che l’iter dei lavori nella Piscina Comunale è stato avviato dalla giunta di centro sinistra per consolidare una struttura che consente da anni di fare sport a Guardiagrele (Delibera Giunta Comunale n. 197 del 5.11.2009. Da notare che sulla delibera consiliare di variazione del Piano delle Opere Pubbliche - n. 90 del 26.11.2009 che, su proposta della Giunta, portava ad € 120.000 la spesa necessaria - Salvi votò contro).

5. Salvi dice di avere affidato un incarico di progettazione per la realizzazione in concessione di impianti fotovoltaici.

Salvi NON dice che sulla questione “fotovoltaico” fu la precedente amministrazione a formulare una proposta per la realizzazione di impianti con la formula della concessione di costruzione e gestione e senza alcun rischio di indebitamento da parte del Comune (delibera C.C. n. 91 del 26.11.2009).

6. Salvi dice, in merito al commercio, di avere avviato il riordino del mercato domenicale e di avere avviato sul portale web del comune la creazione della “rete del commercio”, una vetrina di supporto alle attività commerciali.

Salvi NON dice che era stato avviato un confronto con gli esercizi commerciali al fine di rivedere lo strumento regolamentare in accordo con i diretti interessati. La precedente amministrazione, inoltre, aveva promosso alcune iniziative per il rilancio del commercio coinvolgendo il consorzio “centro commerciale naturale” e le associazioni di categoria (note n. 9214 del 27.4.2009, n. 13787 del 23.6.2009, n. 14157 del 29.6.2009, n. 16718 del 3.8.2009).

7. Salvi dice di avere approvato definitivamente la variante generale al PRG in località Sciorilli.

Salvi NON dice, giocando ancora una volta tra adozione della variante e approvazione, che la variante per Sciorilli venne adottata dalla precedente amministrazione con delibera consiliare n. 27 del 14.7.2009).

8. Salvi dice di avere completato i lavori di sistemazione dell’Antiquarium comunale.

Salvi NON dice che il progetto per la sua realizzazione (con il quale, tra l’altro, si è provveduto al consolidamento dei locali dell’edificio comunale) è stato approvato dalla giunta Palmerio (delibere G.C. n. 79 dell’8.4.2008 e n. 151 del 28.8.2008) E’ difficile ammettere che un’opera strategica per la conferma del ruolo culturale della città è stata iniziativa di chi ha preceduto la giunta Salvi.

Dire che il proclama dei 100 giorni è pieno di menzogne è demagogia? Smascherare con i documenti i presunti crediti della dis-amministrazione è segno di sfrontatezza?

Anche quello di cui ci si vanta non è, in realtà, meno degno di censure. Sia sufficiente fare un breve excursus di alcuni interventi, atteggiamenti, iniziative che non è neanche il caso di commentare.

Antologia dei 100 giorni. Ecco cosa fa la dis-amministrazione…

1. aderisce al progetto “culto e cultura in Abruzzo” (delibera G.C. 94 del 27.5.2010) vagheggiando frotte di pellegrini da Santiago;

2. lascia a secco la festa di S. Nicola Greco (compatrono) vera e unica risorsa per il tanto propagandato turismo religioso nostrano;

3. istituisce servizi per le politiche comunitarie ma di Bruxelles (nonostante i pellegrinaggi) nessuno più parla (del. G.C. 101 del 3.6.2010); a quanti e quali bandi ha partecipato il comune?

4. si vanta di avere speso 22.228,00 euro per avere istituito le aiuole dei cedri alla Villa Comunale (del. G.C. 114 del 17.6.2010) per cominciare a ridare un po’ di decoro alla nostra “Terrazza d’Abruzzo” (manifesto PdL);

5. organizza il convegno “Vino & Salute” per circa 30 ospiti spendendo € 7.412,00 (det. 884 del 24.6.2010 e 892 del 28.6.2010);

6. sospende – inventando una procedura mai vista prima – l’iter di approvazione del PRG (del. G.C. del 28.6.2010);

7. propone un nuovo tracciato per l’elettrodotto che attraverserà anche una parte di Guardiagrele (del. 133 del 1.7.2010) quando il consiglio comunale, su proposta dell’opposizione, aveva deliberato di richiedere la sospensione dell’iter di realizzazione (del C.C. 34 del 14.6.2010);
8. sfregia Piazza S. Francesco vagheggiando ordine e disciplina (del G.C. n. 148 del 29.7.2010) con il risultato che la piazza sta peggio di prima con circa 20 posti macchina in meno e del bussino neanche l’ombra;

9. si vanta di avere collocato il bancomat a S. Vincenzo nel disinteresse della vecchia amministrazione senza dire che la domanda è del 26.1.2020 (prot. 1578) e che la procedura è di tipo amministrativo tanto che le richieste di integrazioni vennero formulate sin dal 26.2.2010 (prot. 4332);

10. concede l’uso di un gazebo in Piazza Garibaldi dal 1 al 22 agosto con una delibera del 18 agosto (del. G.C. n. 150 del 18.8.2010);

11. pulisce a spese del comune le strade di una Provincia di Chieti assente su tutti i fronti;

12. non dice una parola sul mancato finanziamento dell’Informagiovani da parte della Provincia;

13. sull’ospedale non dice una parola nel “proclama dei 100 giorni” e assiste con un “dissenso di circostanza” allo scippo della giunta regionale.

Il gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune” che il Partito Democratico sostiene ha fatto la sua parte nel Consiglio Comunale e fuori dal Consiglio.

Ha presentato innumerevoli interrogazioni sui temi più diversi e, nella maggior parte dei casi, non ha ricevuto nei termini di legge le risposte. E’, ad esempio, il caso delle interrogazioni su informagiovani, piano di zona dei servizi sociali, nido d’infanzia, marcia Perugina – Assisi, 5x1000, festival musicoterapia, protezione civile, pulizia strade provinciali, parcheggi, pulizia muraglioni…).

Ha sollecitato risposte sul Piano Regolatore mentre il PdL locale insinua nei cittadini dubbi sulla legittimità degli atti e delle procedure. Chi sono i compagni di merende? Chi sono i pochi intimi?

Sulla questione sanità si è fatto promotore di una azione forte che si spingerà fino all’ultimo tentativo di difesa dell’Ospedale, anche giudiziario. Si tratta di una diffida alle Autorità regionali e all’Autorità locale a non approvare o avallare atti che compromettano la tutela del diritto alla salute dei cittadini. Quel che sconcerta è che si continua ad attribuire responsabilità ad altri senza rendersi conto che il problema è nuovo, diverso e nuova e diversa – nella difesa dei risultati ottenuti nel 2007-2008 – deve essere l’azione di contrasto. Su questo fronte, come si è già detto, non c’è stato nulla, a parte il battere nervosamente i pugni sul tavolo di un consiglio comunale al quale i dirigenti del centro destra erano assenti.

In questo quadro la proposta deve essere forte e deve avere come primo obiettivo la denuncia del degrado cui si assiste. Questo è il primo passo per una mobilitazione delle coscienze che abbia come effetto minimo quello di invitare ad una lettura critica degli eventi e ad un ascolto critico di quanto viene detto spesso a sproposito e senza fondamento.

La proposta attiva, poi, è una proposta di progetto da condividere e discutere.

Il tema di oggi è quello della crisi, il quadro, cioè, nel quale ci si muove e che chiede di essere faticosamente superata attraverso la costruzione o ri-costruzione del tessuto che ha sgretolato.
A livello locale è necessario riprendere in mano con decisione le strutture di welfare locale che la giunta di centro sinistra aveva costruito. Non basta investire denaro se non si investe in umanità, in confronto tra persone e tra gruppi in un cantiere che sia veramente il luogo della comunità solidale.

Possiamo rassegnarci e tollerare che le strutture di dialogo (con le associazioni, i sindacati, il mondo giovanile, gli anziani e le famiglie, le scuole, i disabili) che avevano visto la luce dopo una lunga gestazione siano praticamente annullate? (Che ne sarà dell’Osservatorio sulle povertà, sui servizi, del forum delle associazioni giovanili, dell’Osservatorio sul volontariato, della Consulta per le disabilità, della Consulta delle forme associative?)

C’è stato, nei mesi scorso, un momento in cui poteva giungere un segnale forte in questa direzione anche con nuovi investimenti ma la dis-amministrazione ha fatto altre scelte, anche ingiustificate (è il caso, ad esempio, delle spese per il personale sulle quali la giunta in consiglio non ha saputo rispondere).

E’ stata possibile, grazie ad un avanzo della gestione di centro sinistra di 226.000 euro e ad un’entrata di 200.000,00 euro, una importante variazione di bilancio ma, restando almeno nel campo dei servizi alla persona:

1. non un centesimo per borse di studio a favore di giovani studenti (al di fuori di quelle previste dal piano per il diritto allo studio);

2. non un centesimo per stabilizzare le borse lavoro;

3. non un centesimo per sostenere iniziative concrete per l’inclusione sociale;

4. non un segnale decisivo per rispondere alla difficoltà attuale.

A noi tocca, quindi, non rassegnarci, continuare ad agire e dire, come insegnava Mazzolari:

Noi ci impegniamo…il mondo si muove se noi ci muoviamo, muta se noi mutiamo, si fa nuovo se qualcuno si fa nuova creatura. La primavera incomincia con il primo fiore, la notte con la prima stella, il fiume con la prima goccia d’acqua, l’amore col primo pegno…

martedì 17 agosto 2010

Le "mie nonne"

Un ferragosto diverso quello di quest'anno.

Dopo molto (troppo) tempo sono tornato alla casa di riposo a trovare i "miei nonni", anzi, soprattutto le "mie nonne"...

Non quelle di sangue ma quelle che ho adottato negli ultimi anni e che da tempo mi aspettavano anche se non l'avevano mai detto!

Un po' di gelato, un po' d'aria, due chiacchiere e poi a casa.

Ho preso l'impegno di tornarci almeno una volta al mese...come ai "bei tempi"...

Quali? Domandatelo a loro!

venerdì 13 agosto 2010

La ricerca continua...

Ogni tanto rivedo sul mio PC la cartella "comune di Guardiagrele" e, quando la apro, faccio "un giro" tra le centinaia di files collezionati in questi anni.

Mi tornano utili nella mia attività di approfondimento continuo dei temi dei servizi alla persona oggi che me ne occupo da collaboratore di alcune realtà associative della città e del territorio e per capire come presentare e lanciare la fondazione Civitas di cui più volte vi ho parlato.

Mi rendo conto del fatto che ho incontrato tante persone dalle quali ho potuto imparare come affrontare un problema e, soprattutto, come risolverlo.

Mi colpisce la quantità delle lettere che ho scritto, anche solo per un grazie a chi aveva contribuito a raggiungere un obiettivo.

Mi colpisce, poi, la quantità di inviti rivolti praticamente a tutta la città, a partire dalle associazioni alle quali ho tenuto sempre in modo particolare, che ho chiamato a raccolta con insistenza, anche quando non arrivavano le risposte che mi attendevo.

Mi colpisce, infine, la quantità dei contatti avuti con le decine di "attori sociali" - come mi piaceva e mi piace chiamarli - con i quali ho avuto modo di confermare la convinzione che è essenziale lavorare in squadra.

Mi domando se sia possibile non disperdere un lavoro che è stato codificato in atti e documenti.

lunedì 9 agosto 2010

Felici e dormienti?

Leggo sul blog di Nando Dala Chiesa un simpatico post che mi ricorda tanto una situazione di questi giorni.

Qualcuno dice che è demagogico denunciare - documenti alla mano - chi si attribuisce meriti che sa di non avere.

Per me chi fa (la politica del fare?) così è, quanto meno, scorretto.

E' vero, come dice Dalla Chiesa, ci sono cose peggiori ma mi domando se si possa far correre tutto perchè "c'è altro a cui pensare".

Sono convinto, però, che chi agisce così "nel poco" lo fa anche "nel molto" e, quindi, resisto e denuncio!

Spero che questa storia non si concluda con un bel "vissero tutti felici e dormienti".

Intanto andatevi a leggere questo simpatico post...(www.nandodallachiesa.it - il post è del 9 agosto).

giovedì 5 agosto 2010

Suoni Mo'desti 2010...complimenti ragazzi!

Bravi Mo'desti...l'evento dell'estate è sicuramente il vostro "Music for Angola", suoni Mo'desti 2010.

E' così, per molte ragioni.

Perchè è un'iniziativa che vede la luce grazie all'impegno di mesi di un gruppo di giovani che vuole bene alla propria città, che vuole concretizzare la passione per la musica, che vuole far comprendere qual è il risultato se si crede in un progetto.

Perchè è un progetto che va al di là dell'evento musicale e che guarda, come nelle precedenti edizioni, all'impegno per chi è in difficoltà.

Perchè i gruppi musicali ospiti, la Bandabardo' soprattutto, sono il meglio sulla piazza.

Insomma, complimenti per quello che siete riusciti a fare e per tutto il lavoro che c'è dietro.

sabato 31 luglio 2010

L'ultimo capitolo

L'ospedale è chiuso...

Chiodi si inorgoglisce per aver portato a casa un risultato che scontenta un'intera regione e che inaugura una stagione nuova per l'Abruzzo.

Chiudere un ospedale come quello di Guardiagrele (ma il discorso vale anche per gli altri), significa creare disparità sociale e geografica.

Disparità sociale significa differenza di trattamento tra chi ha la capacità e i mezzi per curarsi privatamente o per recarsi in una struttura sanitaria che l'assista o che lo salvi e chi, invece, non ne ha...e, come si sa, questi sono i poveri (sì, i poveri), gli anziani, i disabili in modo particolare.

Disparità geografica significa penalizzazione delle zone interne e, quasta volta, sarà davvero così.

Chi abita dalle nostre parti di fronte all'assenza di un presidio di emergenza - urgenza efficace è candidato a non raggiungere la meta per salvare la pelle e chi, invece, non dovrà percorrere troppi kilometri sarà più fortunato.

O forse no! Già in questi giorni pazienti che arrivano a Guardiagrele non trovano posto e pendono dall'esito di telefonate che arrivano persino ad Ancona o a Roma.

Questo è quanto è accaduto, sta accadendo e accadrà con buona pace di molti, primi fra tutti quelli che ancora parlano del passato e non si rendono conto del fatto che questa è un'altra storia.

Ed è l'ultimo capitolo.

giovedì 29 luglio 2010

Un giorno di lutto...

Cinque ore davanti al palazzo della Regione a leggere persino la disperazione nei volti delle centinaia di manifestanti.

Una sanità fatta a pezzi senza neanche il conforto di una sia pure finta partecipazione...che avviene oggi, a cose fatte, a decisioni prese.

Neanche una parola di rammarico, da parte di Chiodi, che è, insieme con il governo nazionale, responsabile di quello che questa volta è l'annullamento della sanità pubblica e della morte delle zone interne.

Una manovra del tutto ingiustificata che, a fronte di un debito che torna a salire a causa di spesa farmaceutica e medicina di base (tra le altre cose) tocca i piccoli ospedali che in questa storia non c'entrano nulla.

Una manovra che il comune di Guardiagrele - illustre assente nelle manifestazioni di tutti i comuni (di destra e di sinistra) - continua ad attribuire alla Baraldi ma che è la politica ad avere voluto.

Ora, cari amici, non è come tre anni fa! E' tutta un'altra storia.

Ora la parola Guardiagrele non compare più nelle tabelle di questo maledetto piano operativo, non compare più neanche quando si parla di lungodegenza e di riabilitazione.

E qualcuno della destra che ha il coraggio di venire in consiglio comunale parla ancora delle lotte di tre anni fa...

Sono al governo della regione da dicembre 2008 e potevano fare quel che avevano proposto e promesso...

Ma, in fondo, Chiodi è stato coerente con quel che diceva nella sua campagna elettorale quando prometteva la chiusura dei piccoli ospedali...e lo hanno votato e fatto votare.

C'erano al suo fianco l'attuale vice presidente della Provincia di Chieti che diceva che "c'è un Abruzzo che merita" (pensava a questo trattamento?) e l'attuale presidente della Finanziaria Regionale che proponeva la ASl di montagna.

Avete avuto quasi due anni per farlo e non avete fatto nulla, cari amici!

Due assessori regionali che l'anno scorso promettevano ospedali aperti oggi se la ridono (pare che sia proprio così...mentre la sinistra parlava qualcuno sorrideva e agitava la testa)...

Questa è la cronaca amara di una giornata di lutto...

martedì 27 luglio 2010

Ospedale...

Stasera il consiglio comunale sull'ospedale...

L'apoteosi dell'incoerenza, della demagogia, dell'opportunismo e....tante, tante assenze...

Vi racconterò con calma...

Alla fine abbiamo votato tutti un o.d.g. che chiede la sospensione del piano operativo che segna la chiusura definitiva dell'ospedale di Guardiagrele

sabato 17 luglio 2010

La povertà secondo l'ISTAT

Leggo il rapporto ISTAT sulla povertà in Italia e mi suona strana una precisazione.

"Nel 2009 l’incidenza della povertà relativa è pari al 10,8%, mentre quella della povertà assoluta risulta del 4,7%. Tenuto conto dell’errore campionario, la povertà risulta stabile rispetto al 2008".

Da qualche anno, soprattutto per il mio impegno amministrativo, mi interesso di questa materia, seguo queste ricerche, i risultati...

E' la prima volta che leggo una precisazione del genere e la cosa è tanto più strana se consideriamo la realtà, anche della mia Guardiagrele.

Cassa integrazione, richieste continue di sussidi economici in comune e alla Caritas...e mi si dice che è tutto come prima.

Non mi piace essere/fare il pessimista ma, se errore ci può essere, il dato ISTAT può anche essere in difetto...

Mah, mi pare tanto un modo come un altro per dire che la crisi non c'è e che le cose vanno meglio che in altri paesi, che bisogna essere ottimisti...

sabato 10 luglio 2010

Tagli alle regioni...e ai comuni

Federalismo con il morto.

E' quanto dice Vendola a proposito del fallito incontro tra le regioni e il governo.

Faccio solo una semplice osservazione.

Quando si parla del tavolo tra le regioni e palazzo Chigi a proposito della recente manovra di Tremonti & company, bisogna capire che non è una questione che non ci tocca.

Tagliare fondi alle regioni significa, di riflesso, tagliarli anche ai comuni.

Vi faccio un esempio piccolo nei numeri ma emblematico.

Il fondo sociale regionale viene ripartito - per una fetta - tra i comuni. Esso è composto da fondi ordinari delle regioni che, evidentemente, li finanziano anche con i trasferimenti dallo stato.

Nel 2009 il comune di Guardiagrele ha subito un taglio del 40% circa sui trasferimenti diretti relativi al fondo sociale regionale.

Il comune riuscì a far fronte alla situazione anche con riduzioni (condivise e preannunciate) nelle ore di assistenza ai disabili, in modo particolare.

Se la politica delle riduzioni prosegue, che ne sarà dei servizi? Saranno tagliati o aumenterà il costo a carico dei cittadini.

La conclusione?

Quando si dice che non saranno messe le mani in tasca ai cittadini si dice una falsità perchè le mani in tasca si possono mettere in tanti modi: con nuove tasse (q queste pare che non ci sono) o costringendo i comuni (sui quali si scarica il conflitto sociale derivante dalle scelte del governo) a ridurre i suoi servizi.

Ecco perchè i tagli alle regioni ci riguardano.

mercoledì 7 luglio 2010

Disabili in piazza

Abbiamo assistito a mille proteste ma - credo - mai a quello che sta accadendo in questi giorni.

Oggi è stata la volta dei disabili!

Quando mai i disabili sono scesi in piazza contro il governo?

Tutto questo per la riforma della disciplina dell'invalidità civile e dei relativi assegni (indennità e vitalizi) con una posizione durissima da parte di due federazioni delle associazioni dei disabili: fish e fand.

Si tratta della proposta di rivedere al rialzo le percentuali e le modalità per il riconoscimento dei benefici che la legge riconosce agli invalidi civili.

Tutto questo mentre il governo snobba le regioni e queste minacciano all'unanimità di restituire allo stato le deleghe ricevute.

giovedì 1 luglio 2010

Contro il bavaglio!

Oggi si manifesta contro il "bavaglio" e per la Costituzione.

L'ho detto qualche giorno fa quando parlavo dell'ossigeno, del pericolo che inizi a mancare l'aria: la situazione non è affatto bella.

E' vero, la riservatezza va protetta non meno dell'iniziativa penale dei magistrati ma, ancora una volta, si pone il problema del conflitto di interessi o, come dice Zagrebelsky, della sommatoria di intersssi o, infine, come dice Angelo Orlando, della moltiplicazione degli interessi.

Insomma, il problema sta nel fatto che non posso considerare questa una legge giusta non solo perchè non ne condivido il merito (lo dice Rodotà, scusate se lo cito sempre, e, pare, anche Pizzetti, l'attuale garante per la cosiddetta privacy).

Non mi piace perchè la propone chi, plurintercettato, vuole costruirsi un altro scudo per difendersi dalla legge.

Fino a quando potrà durare questa situazione?