Quanto dice il vice sindaco conferma le mie osservazioni in merito ai rimborsi ICI. Si tratta, lo dice lui stesso e lo ha scritto nella delibera che ha portato in consiglio, di entrate ordinarie riferibili ad annualità precedenti.
Era quanto lo Stato doveva al comune per compensare le ridotte entrate degli anni della nostra amministrazione.
Che tutto sia avvenuto all'inizio del suo mandato è una sua fortuna non un suo merito.
E poi, io avrei ironizzato sulla presunta attenzione alla spesa sociale? Figuriamoci.
Osservo semplicemente che una disponibilità di fondi così elevata consentiva interventi, anche nel sociale, ben più incisivi come dimostrerò con una proposta di delibera che sto preparando.
Capisco che Dell'Arciprete vuole deviare l'attenzione da questioni che difinire enigmatiche è poco. Ci spieghi a cosa e per chi servono 40.000 euro per spese del personale e per incarichi.
E spieghi anche per quale motivo mente sulla questione bancomat in Loc. S. Vincenzo.
So bene che è un servizio utile ma far credere che anche questo è un suo merito è veramente troppo.Ho dimostrato in consiglio comunale, carte alla mano, che la procedura è di carattere amministrativo e che la domanda corretta, giunta in municipio il 2 aprile dopo che quella di gennaio era risultata incompleta, è stata evasa rapidamente dagli Uffici e non certo da lui o dalla giunta Salvi.
E intanto si pensa al convegno Vino e Salute che ha, tra i suoi meriti, quello di avere finalmente portato in città il primario di medicina del nostro ospedale.
domenica 27 giugno 2010
giovedì 24 giugno 2010
mercoledì 23 giugno 2010
Sulle dichiarazioni del vice sindaco
Su "Il Centro" di stamattina, il vice sindaco parla di una manovra da 200mila euro, di investimenti sul patrimonio (strade) e sulla spesa sociale.
Le dichiarazioni di Pierluigi Dell'Arciprete sono volutamente lacunose e fuorvianti.
Innanzitutto il vice sindaco omette di dire che a tre mesi dall'inizio del mandato la giunta Salvi si trova tra le mani un tesoretto di oltre 400mila euro che eredita dalla precedente amministrazione.
Si tratta di poco più di 200mila di entrate dallo Stato, entrate che, se il governo fosse stato puntuale, sarebbero arrivate nelle casse dell'amministrazione che le aveva richieste, cioè quella precedente di centrosinistra.
Altri 226mila euro derivano dall'avanzo del 2009 che Salvi e Dell'Arciprete si ritrovano in tasca senza neanche sapere come e, soprattutto, dopo avere a lungo fantasticato su gestioni irresponsabili di chi li ha preceduti.
Perchè Dell'Arciprete non dice nulla su questo? Perchè porta a pensare che sia tutto merito suo? E perchè non dice che, pur avendo queste disponibilità, nella sua manovra non c'è nulla di incisivo e di impatto?
L'Amministrazione, a pochi giorni dal traguardo dei cento giorni, annaspa sbandierando una vocazione turistica che cozza con l'incuria che domina ovunque: Villa Comunale, parcheggio di Via Orientale, grotta di Andrea Bafile per tacere d'altro.
E poi, il vice sindaco ha persino la faccia tosta di parlare di impegno nella spesa sociale.
Egli sa benissimo che la spesa per l'assistenza (che è solo una parte di quella totale) sarebbe stata coperta, così come è sempre stato e che, a causa dei tagli dello scorso anno da Regione e Governo (contro i quali raccogliemmo centinaia di firme), l'ultimo trimestre 2009 venne rimborsato all'inizio del 2010.
Piuttosto, invece di concedere solo patrocini a iniziative sociali, la giunta avrebbe dovuto pensare a finanziarle.
Nella gestione dei contributi assistenziali vedo molta improvvisazione e manca una scelta strategica - ora che era possibile grazie a queste disponibilità - nell'area dell'inclusione sociale.
Forse la giunta avrà capito quanto sia grave la crisi e che anche Guardiagrele ne è vittima e così anche i sogni di primavera di Donatello Di Prinzio si sono andati a far benedire.
Le dichiarazioni di Pierluigi Dell'Arciprete sono volutamente lacunose e fuorvianti.
Innanzitutto il vice sindaco omette di dire che a tre mesi dall'inizio del mandato la giunta Salvi si trova tra le mani un tesoretto di oltre 400mila euro che eredita dalla precedente amministrazione.
Si tratta di poco più di 200mila di entrate dallo Stato, entrate che, se il governo fosse stato puntuale, sarebbero arrivate nelle casse dell'amministrazione che le aveva richieste, cioè quella precedente di centrosinistra.
Altri 226mila euro derivano dall'avanzo del 2009 che Salvi e Dell'Arciprete si ritrovano in tasca senza neanche sapere come e, soprattutto, dopo avere a lungo fantasticato su gestioni irresponsabili di chi li ha preceduti.
Perchè Dell'Arciprete non dice nulla su questo? Perchè porta a pensare che sia tutto merito suo? E perchè non dice che, pur avendo queste disponibilità, nella sua manovra non c'è nulla di incisivo e di impatto?
L'Amministrazione, a pochi giorni dal traguardo dei cento giorni, annaspa sbandierando una vocazione turistica che cozza con l'incuria che domina ovunque: Villa Comunale, parcheggio di Via Orientale, grotta di Andrea Bafile per tacere d'altro.
E poi, il vice sindaco ha persino la faccia tosta di parlare di impegno nella spesa sociale.
Egli sa benissimo che la spesa per l'assistenza (che è solo una parte di quella totale) sarebbe stata coperta, così come è sempre stato e che, a causa dei tagli dello scorso anno da Regione e Governo (contro i quali raccogliemmo centinaia di firme), l'ultimo trimestre 2009 venne rimborsato all'inizio del 2010.
Piuttosto, invece di concedere solo patrocini a iniziative sociali, la giunta avrebbe dovuto pensare a finanziarle.
Nella gestione dei contributi assistenziali vedo molta improvvisazione e manca una scelta strategica - ora che era possibile grazie a queste disponibilità - nell'area dell'inclusione sociale.
Forse la giunta avrà capito quanto sia grave la crisi e che anche Guardiagrele ne è vittima e così anche i sogni di primavera di Donatello Di Prinzio si sono andati a far benedire.
martedì 22 giugno 2010
Droghe...tutto bene (?)...
Leggere - sia pure (per ora) in maniera approssimativa - le notizie circa il calo del consumo di droghe non può che fare piacere.
Confrontare questo dato con quanto risulta dalle conversazioni - recenti e passate - con chi quotidianamente ha a che fare qon il problema, crea qualche disagio.
Personalmente dispongo solo dei dati di una esperienza (come professionista e come ex amministratore che si è occupato anche del problema della tossicodipendenza nella mia città) e questi dati mi dicono che non c'è da essere molto ottimisti.
D'altra parte non voglio neanche credere che si vada in TV ad annunciare che tutto va bene quando invece...
Ma mentre dico queste cose mi tornano in mente le accuse di essere catastrofisti di fronte ad una situazione che appariva a tutti il primo passo di una crisi mondiale che qualcuno voleva negare...
Resta solo tanta confusione...
Per ora, quindi, sospendo il giudizio e chiedo anche a voi: che ne pensate?
Confrontare questo dato con quanto risulta dalle conversazioni - recenti e passate - con chi quotidianamente ha a che fare qon il problema, crea qualche disagio.
Personalmente dispongo solo dei dati di una esperienza (come professionista e come ex amministratore che si è occupato anche del problema della tossicodipendenza nella mia città) e questi dati mi dicono che non c'è da essere molto ottimisti.
D'altra parte non voglio neanche credere che si vada in TV ad annunciare che tutto va bene quando invece...
Ma mentre dico queste cose mi tornano in mente le accuse di essere catastrofisti di fronte ad una situazione che appariva a tutti il primo passo di una crisi mondiale che qualcuno voleva negare...
Resta solo tanta confusione...
Per ora, quindi, sospendo il giudizio e chiedo anche a voi: che ne pensate?
mercoledì 16 giugno 2010
Diciamo(ce)le queste cose...
L'OCSE invita l'Italia a ritirare il ddl intercettazioni...Spatuzza non è attendibile...l'Antitrust dice sì alla modifica dell'art 41 della Costituzione...il Governo parte civile nel processo contro la "cricca"...l'incentivo decoder è contro la concorrenza...Radio Padania tifa Paraguay...le Regioni (comprese quelle padane) dicono che la manovra è contro il federalismo e contro la Costituzione...siamo proprio alla deriva...
Se la Corte Costituzionale - che, in base alla Costituzione, dichiara incostituzionali le leggi incostituzionali - non la smette di dichiarare incostituzionali le leggi inconstituzionali mi arrabbio!
Diciamocele, queste cose...e, soprattutto, diciamole...
Se la Corte Costituzionale - che, in base alla Costituzione, dichiara incostituzionali le leggi incostituzionali - non la smette di dichiarare incostituzionali le leggi inconstituzionali mi arrabbio!
Diciamocele, queste cose...e, soprattutto, diciamole...
sabato 12 giugno 2010
Perchè non a Guardiagrele?
Stasera a Lanciano si terrà la terza edizione del festival "Suoni condivisi", una rassegna dei gruppi di musicoterapia per disabili.
E' davvero un peccato che, dopo l'esperienza dello scorso anno (quando, con convinzione, ho voluto che la seconda edizione fosse ospitata da Guardiagrele -foto-), quest'anno la nostra città abbia rinunciato.
Su questo argomento, un mese fa ho chiesto spiegazioni all'amministrazione comunale ma non ho avuto risposte.
La cosa bella, comunque, è che stasera ci sarò e, soprattutto, ci sarò con un ruolo importante perchè Consiglio Sciascio e Sara Giorgio, animatori dell'iniziativa, mi hanno voluto in giuria.
Dovrò mantenere un profilo equilibrato e non lasciarmi prendere dalla passione con la quale ho sempre seguito la "ludoband" del centro diurno di Guardiagrele che parteciperà anche a questa terza edizione dopo aver vinto la prima nel 2008.
In bocca al lupo ai nostri ragazzi!
giovedì 10 giugno 2010
A tutto campo...
Non vorrei essere ripetitivo ma devo tornare ad insistere sul fatto che goccia dopo goccia ci stanno sottraendo l'ossigeno.
Blindare un testo su una materia così delicata (le intercettazioni) e, poi, porre pure la questione di fiducia più per timore di "franchi tiratori" che per il problema dell'ostruzionismo, è davvero troppo.
L'impegno politico a tutto campo, però, stimolato quotidianamente anche dalla responsabilità di essere consigliere comunale di opposizione, mi impone di "rassicurare" i lettori.
Probabilmente la materia di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi e quella alla quale faccio appena un cenno oggi sono i temi sensibili alla gran parte dell'opinione pubblica.
Insieme ai colleghi del gruppo di minoranza in Consiglio, mi sto occupando anche d'altro, delle questioni che più direttamente incidono sulla vita dei guardiesi.
Dalla questione dell'ospedale (sulla quale la maggioranza non ha ancora detto una parola), ai servizi sociali (non si vede ancora nulla...tutto va avanti per forza di inerzia), dal piano regolatore (non si sa ancora quali siano le intenzioni della giunta), alla costruzione dell'elettrodotto...
Saper mettere insieme questi temi a quelli solo apparentemente più "alti" è problema che deve coinvolgerci tutti.
Blindare un testo su una materia così delicata (le intercettazioni) e, poi, porre pure la questione di fiducia più per timore di "franchi tiratori" che per il problema dell'ostruzionismo, è davvero troppo.
L'impegno politico a tutto campo, però, stimolato quotidianamente anche dalla responsabilità di essere consigliere comunale di opposizione, mi impone di "rassicurare" i lettori.
Probabilmente la materia di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi e quella alla quale faccio appena un cenno oggi sono i temi sensibili alla gran parte dell'opinione pubblica.
Insieme ai colleghi del gruppo di minoranza in Consiglio, mi sto occupando anche d'altro, delle questioni che più direttamente incidono sulla vita dei guardiesi.
Dalla questione dell'ospedale (sulla quale la maggioranza non ha ancora detto una parola), ai servizi sociali (non si vede ancora nulla...tutto va avanti per forza di inerzia), dal piano regolatore (non si sa ancora quali siano le intenzioni della giunta), alla costruzione dell'elettrodotto...
Saper mettere insieme questi temi a quelli solo apparentemente più "alti" è problema che deve coinvolgerci tutti.
domenica 6 giugno 2010
Quando l'ossigeno inizia a mancare...
Mario Borghezio, noto parlamentare leghista, ieri è approdato a Guardiagrele, ospite della Lega nostrana, promotrice della prima festa nazionale (sic!) del movimento di Bossi.
In maniera del tutto spontanea un gruppo di cittadini ha manifestato il suo dissenso per la presenza di un personaggio che non ha mai fatto mistero di essere razzista e che accusa il centrosinistra locale di essere "peggio dei marocchini".
Questo dice il giornale di oggi come dice che ogni sua frase è stata interrotta dagli applausi.
Prendo atto.
Su fb si moltiplicano i commenti e i racconti, alcuni anche appassionati e, a volte, emozionanti. Non voglio dire altro.
Ma una cosa voglio sottolinearla.
Se un gruppo, soprattutto di giovani, con assoluta correttezza, senza eccessi e senza violenza, sventola il tricolore e canta l'inno di Mameli non è per nostaglie o sentimentalismi.
No! Significa che l'ossigeno sta finendo! Si tratta di riduzioni lente, con il contagocce, ma è pur sempre lenta eutanasia...
E non lo dico io, porca miseria! Lo dicono persone del calibro di Rodotà, Zagrebelsky, Scalfaro, lo stesso Ciampi che non sono di certo rivoluzionari.
Ieri sera c' erano tante altre persone a guardare che bisbigliavano "Fratelli d'Italia..." o che venivano a suggerire gli slogan da urlare all'indirizzo dell'ospite verde.
Meno male che c'è ancora chi ha il coraggio di indignarsi e di manifestare il suo dissenso...
mercoledì 2 giugno 2010
Per la festa della Repubblica...alla VI fiaccolata

Con la fondazione Civitas che sto costituendo insieme ad alcuni amici, abbiamo organizzato la VI fiaccolata per la festa della Repubblica...una iniziativaben più "istituzionale" di altre che si sono viste in giro e delle quali vorrei parlarvi...
Intanto, se volete, leggetevi il mio intervento...un po' lunghetto...
Il tema della festa della Repubblica è scritto nella parola stessa che, realizzata e trasformata in fatto, vorremmo celebrare.
Repubblica sta a significare cosa pubblica e, in fondo, cosa di tutti; così bisogna intenderla, andando oltre la facile ricerca dell’etimologia; essa è evento, fatto che ci accomuna e che ci fa riconoscere in un medesimo sentire; nei valori, cioè – come ci siamo detti tante volte – scritti nella Costituzione e che a tutti appartengono come cittadini, membri di una comunità.
Si fa festa alla Repubblica per riprendere e mai interrompere una riflessione che con la memoria, nella categoria del tempo, ci porta alla scelta del 2 giugno 1946 (o, ancora, al 1860-1861) e con la consapevolezza del nostro esistere in questo luogo, nella categoria dello spazio, ci porta a Guardiagrele per ripartire alla volta di orizzonti ben chiari anche se non vicini.
Si fa festa per riprendere in carico i principi che dodici milioni di elettori scelsero – anche per noi – dando vita a quello che Pietro Nenni (10 marzo 1947) definì lo spirito del 2 giugno, uno spirito che si può riassumere in quattro principi generali: gli elettori repubblicani del 2 giugno – precisava – volevano uno Stato unitario, volevano uno Stato democratico, volevano uno Stato laico e volevano uno Stato sociale.
Quanto questo sia vero e quanto la Costituzione repubblicana abbia risposto a questa vocazione non è possibile dirlo in questa sede; è un impegno che prendiamo per il futuro.
Certo è che quella scelta, fatta non da noi ma che noi viviamo e difendiamo, già pone il tema del rapporto con gli altri, un rapporto fatto, come ho detto all’inizio, di una relazione nel tempo e non solo nello spazio.
Ecco perché il titolo di questa VI fiaccolata degli enti locali, delle associazioni e della società civile, invita in maniera chiara – forse retorica ma non certamente vuota – ad un impegno per una comunità solidale, scuola di condivisione.
Questo è, a ben vedere, il DNA di una comunità repubblicana nella quale, per dirla con le norme più dense della I parte della Costituzione, si traduce il precetto della corresponsabilità e dell’uguaglianza.
Parlare di comunità solidale non è facile, però, non perché è complesso il senso da dare a queste parole ma perché è difficile scorgerne i tratti in quella che Zygmunt Bauman definiva già dieci anni fa, come società (di modernità lui parlava) liquida.
In effetti, se prendiamo in prestito le categorie della fisica ce ne rendiamo conto in maniera quasi plastica.
La comunità solidale è quella che ha (o dovrebbe avere) come propria regola quella della solidarietà e, quindi, quella che, per questa scelta, diventa solida, cioè compatta, senza cavità o vuoti; una comunità nella quale i cittadini (che ne sono membri) sono legati da vincoli di fratellanza e reciprocità.
E’, per dirla con Enzo Bianchi (L’altro siamo noi), quella nella quale ciascuno, prima di tutto, prende consapevolezza del fatto che esiste in quanto in relazione con altri (lo scorso anno parlavamo di scuola di relazioni) e dà al dialogo il senso dell’intreccio tra linguaggi, sensi, culture, etiche, la spinta non verso l’annullamento delle differenze e la passiva accettazione delle convergenze ma il cammino verso un “luogo” nel quale le differenze vivono allo stesso titolo delle convergenze.
Noi tutti, però, siamo persone sufficientemente intelligenti par capire che tutto questo non è un dato di fatto, una realizzazione compiuta ma l’oggetto di un lavoro che insieme dobbiamo compiere, il fine dell’azione che ogni cittadino, ispirato da quei valori comuni, dovrebbe portare avanti, l’edificio che nella complementarietà dei rapporti ciascuno deve costruire.
E’ singolare rendersi conto del fatto che tra la teoria e la pratica delle relazioni sociali ci sia una sostanziale corrispondenza.
La difficoltà nella realizzazione di questo progetto non è forse la stessa che Bauman rintraccia nelle cause della liquidità della fase che attualmente si vive? Il fatto che – come ancora una volta la fisica ci insegna e Bauman sottolinea – la società liquida sia una società instabile, nella quale è difficile mantenere una forma (e, magari, lo sguardo su principi condivisi) ed è quanto mai facile mutarla, non è forse uno scenario nel quale diventa complicato collocare una comunità solidale?
E, ancora, se la comunità solidale è un obiettivo da realizzare bisogna chiedersi dove ci troviamo e se un edificio in costruzione possa già essere una scuola di condivisione, come il tema di questa marcia suggerisce.
Problemi, come si vede, e ben poche soluzioni.
Problemi che, ancora una volta, il marciare insieme ci invita ad elaborare e individuare come stimolo per un lavoro che la comunità deve darsi come imperativo.
Questo movimento, però, non nasce da solo. E’ necessario stimolarlo, cercarlo, scovarlo valorizzando quanto in molte esperienza vive, a volte anche allo stato primordiale.
Questa fiaccolata ha avuto bisogno di un’organizzazione, non è nata da sola; non ci siamo ritrovati casualmente ma abbiamo risposto ad un invito nel quale erano chiari gli elementi essenziali che l’hanno resa possibile. Un soggetto della società civile, una fondazione - che ha nel suo nome il programma di un impegno faticoso (Civitas) – se ne è fatta carico, insieme ad una organizzazione che da quasi cinquanta anni vive nella nostra città, il CAI.
Questo ci vuole: uno stimolo, una guida, un suggerimento e, soprattutto, la possibilità a tutti concessa di costruire insieme dando spazio a contributi che spesso attendono solo di essere cercati e messi in comunicazione. Come ci vuole senso della realtà che fa essere la comunità anche bella, cioè come deve essere, nella quale ciascuno è al proprio posto, dove nessuno confonde ruoli, comprende se e come essere presente, cosa e come dirlo, è consapevole della necessità di andare oltre la tutela di interessi di parte o corporativi intuendo le necessità del momento e anticipando il futuro.
Ecco in quale modo la comunità solidale, non completamente realizzata ma complessivamente elaborata, può diventare scuola.
Certo, torno a ripeterlo, la comunità oggi suona più come un’astrazione che come un fatto.
Ne è una metafora la questione dell’unità nazionale! Massimo Cacciari, in un recente articolo, la affronta citando Gioberti, per il quale l’Italia è un’astrazione, un desiderio, non un fatto, e, più ancora, Leopardi per il quale gli italiani sono autori e attori protagonisti nella “strage delle illusioni”.
Ne è una metafora la questione dell’unità nazionale! Massimo Cacciari, in un recente articolo, la affronta citando Gioberti, per il quale l’Italia è un’astrazione, un desiderio, non un fatto, e, più ancora, Leopardi per il quale gli italiani sono autori e attori protagonisti nella “strage delle illusioni”.
Allora mi chiedo, ancora una volta, richiamando la riflessione di Cacciari e parafrasandone alcuni interrogativi: Se ridiamo di onore, virtù, bene comune, senso della vita, come potremmo mai formare una comunità solidale? Se nulla si considera degno di rispetto, di nulla si ha vergogna, se ciascuno cerca di fare degli altri “uno sgabello a se stesso”, se il “conversare” che è il mezzo con cui altrove ci si intende o almeno fraintende, qui è lo strumento che moltiplica l’odio e la disunione, come pensare ad una comunità che sia foedus, autentico patto tra chi la abita, tra i cittadini solidali pur nei loro distinti interessi e animati da comuni finalità?
E’ possibile costruire una comunità solidale se i “leganti sociali” sono illusioni…ogni individuo tende a far centro da sé…l’esercizio della virtù e del dovere non porta alcun frutto…stima e fama di cui uno gode sono refoli di vento, dagli effetti passeggeri quanto quelli di un sondaggio?
Possiamo noi superare la comunità guardaroba, come ancora Bauman la definisce? Quella, cioè, nella quale ci si spoglia di ciò che distingue una persona dall’altra e ci si sente gruppo di fronte ad uno spettacolo che crea solo l’illusione di condivisione…che non dura molto più a lungo dell’eccitazione prodotta dalla performance?
Possiamo sentirci comunità vera e, quindi, solidale se non ci preoccupiamo di dismettere gli abiti della diversità di origini, opinioni, storie individuali e ci accontentiamo di annullare gli impulsi socializzanti, le spinte verticali, l’aspirazione verso i carismi più alti?
Siamo realmente consapevoli del fatto che, in questo modo, diamo credito a ciò che perpetua e moltiplica le solitudini?
La lettura del momento attuale è il frutto del panorama che Paolo Di Giannantonio, ospite del forum lo scorso 22 maggio, ha descritto con riferimento al tema dell’informazione.Dopo avere notato che c’è un’appiattimento su poche (due) posizioni dominanti, ha osservato: Io non posso accettare questo discorso perchè la verità, probabilmente, non sta nè da una parte nè dall'altra e sta in una terza, in una quarta, in una quinta parte.
La comunità solidale, parafrasando questo ragionamento, è quella che si fa carico di queste verità diverse, di queste storie che attendono solo di essere messe in comunicazione e in dialogo; è quella che riesce a manifestarsi all’esterno come è avvenuto recentemente nella nostra città in due occasioni che parlano, fortunatamente, di una Guardiagrele che cammina tra le difficoltà che ho prima ricordato.
Sono gli eventi nei quali la comunità solidale si è trasformata in fatto.
Il primoo è la Casa di accoglienza della Caritas, spazio nel quale vogliamo tentare di ricostruire vite fragili; l’altro evento è la manifestazione dello scorso 22 maggio, “Insieme per sentirsi bene”, la metafora più bella per raccontare un impegno possibile tra attori diversi.
Questo è il dialogo, radice della solidarietà, nello spazio della nostra Guardiagrele e verso territori lontani.
Ma il dialogo va coniugato anche nella dimensione del tempo, come si diceva all’inizio.
Noi siamo in dialogo con chi 64 anni fa scelse anche per noi la Repubblica e ce la consegna perchè la preserviamo da chiunque voglia metterne in discussione l’esistenza.
Noi siamo in dialogo con chi 64 anni fa scelse anche per noi la Repubblica e ce la consegna perchè la preserviamo da chiunque voglia metterne in discussione l’esistenza.
Siamo in dialogo con i patrioti della Maiella, quelli che per primi entrarono a Bologna il 21 aprile 1945 dove oggi si inaugura un monumento in pietra in onore di quanti avevano in mente qualcosa che andava oltre il loro personale orizzonte o quello limitato di una parte (questo li faceva essere “partigiani senza partito e soldati senza stellette”).
Siamo in dialogo con chi, ancora prima, ha lavorato per l’unità d’Italia, credendo che quella fosse la meta da raggiungere. Un dialogo, questo, interessante e coerente con il tema di oggi perché la questione non era solo quella di mettere insieme territori ma di creare uno spirito unitario, quello, forse, che 85 anni dopo Nenni definì del 2 giugno e che, invece, mancava all’indomani dell’unità, se D’Azeglio si trovò a dire che fatta l’Italia , bisogna fare gli italiani.
Con queste riflessioni sulle quali sarebbe bello scambiarsi opinioni, riflessioni, punti di vista, vogliamo consegnarci una reciproca responsabilità a prestare attenzione alle lezioni di questa scuola di condivisione.
Una lezione che chiede di essere concretamente messa in pratica con strutture di solidarietà che rendano meno fluidi e sfuggenti i rapporti tra persone, che rendano il dialogo una strada realmente percorribile per capire dove sta il problema a agire per superarlo.
C’è e ci sarà solidarietà per i nostri figli, per i giovani, per i disabili, per i poveri, per chi non ha lavoro? C’è possibilità di riscatto? C’è una corrispondenza tra la quotidiana fatica di chi ha perso il lavoro, di chi a stento vive con una pensione ai minimi termini, del ricercatore che non vede vicino il risultato del suo impegno, dei tanti precari della scuola che vedono ridursi sempre più le possibilità di una definitiva sistemazione, delle migliaia di carcerati che vivono quotidianamente sulla pelle la violazione di essenziali diritti della persona, di chi vive l’imminenza di pericoli ambientali che non sappiamo ancora se definitivamente scampati, di chi subisce l’esclusione dalla sua stessa famiglia…c’è corrispondenza tra questi mondi e quello che vogliamo costruire? Non è forse necessaria una maggiore attitudine all’ascolto? E se l’attitudine c’è ma non è completo il quadro di fronte al quale l’ascoltatore si pone, è ancora possibile allargare lo spettro?
In questo momento, in questa sede, vogliamo prendere in carico, ognuno per le responsabilità di cui è investito, la consegna di fare in modo che prima la nostra città e poi chi ne fa parte si sentano insieme comunità perché insieme vanno a scovare la terza, la quarta, la quinta possibilità di verità.
In questo momento, in questa sede, vogliamo prendere in carico, ognuno per le responsabilità di cui è investito, la consegna di fare in modo che prima la nostra città e poi chi ne fa parte si sentano insieme comunità perché insieme vanno a scovare la terza, la quarta, la quinta possibilità di verità.
Vogliamo fare in modo che sia veramente così.
Il nostro impegno, allora, è quello di far maturare queste consapevolezze, dare risposte agli interrogativi perché il tempo della comunità solidale è possibile, è la stagione verso la quale ci poniamo come il contadino.
Le stagioni, diceva Giorgio La Pira, non le fa il contadino; vengono, e lui le aiuta. Si orientano tutte verso l'estate, verso i giorni della maturazione.
Viva l’Italia! Viva la Repubblica! Viva la Costituzione! Viva Guardiagrele!
sabato 29 maggio 2010
Interrogazione al Sindaco (utilizzo fondi 5 x 1000)
Sono stati affisse nei locali del comune alcune locandine che invitano i cittadini, in sede di dichiarazione dei redditi, a destinare il 5x1000 alle attività sociali del comune di residenza.Alla luce di quanto sopra, si chiede di fornire risposta sui seguenti quesiti:
La stampa e la diffusione del materiale divulgativo ha comportato una spesa per il comune? Se sì, quale è l’importo?
In considerazione del fatto che nei due anni in cui è stato possibile destinare il 5x1000 alle attività sociali del comune, l’assessore ha personalmente predisposto e prodotto (sulla base di materiali messi a disposizione dall’ANCI), volantini promozionali, quale è la ragione per la quale – in caso di spesa – è stata operata questa diversa scelta?
Qual è la destinazione delle somme che saranno eventualmente raccolte?
Intende l’amministrazione comunale condividere la scelta di destinazione delle somme con la cittadinanza visto gli eventuali fondi provengono dai cittadini guardiesi?
In caso affermativo, quali azioni intende porre in essere l’amministrazione per raggiungere tale scopo?
Si chiede di voler fornire risposta alla interrogazione come sopra formulata e, in questa attesa, si saluta con ossequio.
Simone Dal Pozzo – consigliere comunale
mercoledì 26 maggio 2010
Incontro con Di Giannantonio - lettera al Centro
Caro Direttore,
da assiduo frequentatore di queste pagine e da persona preoccupata per la china che il mondo dell'informazione si accinge a prendere, Le consegno alcune riflessioni detatte da un confrono avuto a Guardiagrele sabato scorso.
Si è discusso con Paolo Di Giannantonio di informazione con uno dei protagonisti della stagione attuale che vede la principale testata giornalistica televisiva, il TG1, nell'occhio del ciclone.
Di Giannantonio, storico volto del telegiornale della sera della prima rete, insieme alla Ferrario e a Damosso, è stato recentemente rimosso dalla conduzione perchè non aveva firmato una lettera di solidarietà a Minzolini messo (ancora una volta) alla berlina per la discutibile linea editoriale del TG. Venerdì sera, la Busi aveva "ritirato la faccia" in aperto dissenso con la dirigenza.
Come stanno le cose ce lo ha detto Di Giannantonio, in questo appuntamento promosso dalla fondazione Civitas di Guardiagrele.
Riporto alcuni stralci del suo intervento che mi sembrano di strettissima attualità e che, credo, debbano essere condivisi con i cittadini senza che io li commenti.
"Il sistema italiano sarebbe migliore se potessero contendersi il mercato più soggetti.
La particolarità italiana è, invece, questa: c'è una RAI grandissima con tre canali destinati ad aumentare grazie alla tecnologia digitale e poi c'è un grosso gruppo privato che ha, più o meno, la stessa consistenza in fatto di mercato dell'operatore pubblico.
In questa situazione, cristallizzata da oltre venti anni, ci vorrebbe un terzo soggetto che sarebbe il minimo per avere una concorrenza.
A questo si aggiunge un altro problema legato al fatto che editore della RAI è, praticamente, il Parlamento e, quindi, i partiti politici.I partiti cosa cercano dalla TV? Cercano una visibilità, una possibilità di essere raccontati oltre che, naturalmente, la possibilità di fare pratiche di "sottogoverno", come è sempre stato.
Il sistema è rimasto quello antico, la RAI è rimasta la stessa ma è cambiato il mondo intorno. Questo ci fa stare in una situazione di malessere.
Mentre prima c'erano fino a 12 partiti, oggi ci si propone un sistema bipolare per cui dobbiamo scegliere se stare da una parte o dall'altra.
Da un punto di vista politico, noi italiani, che siamo abituati alle sfumature, a vedere tante diverse tonalità, oggi ci ritroviamo ogni volta - che si parli di etica o di calcio - a doverci schierare da una parte o dall'altra.
Questo è il problema più antipatico che trovo come cittadino.
Come giornalista mi trovo nella situazione più drammatica, vivendo in un sistema governato dalla politica, di dover rispondere sempre alla domanda: "Da che parte stai?"
Io non posso accettare questo discorso perchè la verità, probabilmente, non sta nè da una parte nè dall'altra e sta in una terza, in una quarta, in una quinta parte. Il dovere del giornalista sta nell'andare a cercarla.
Io non posso pensare che una parte o l'altra abbiano la verità. Io devo andare a cercarla. Questo è il lavoro che io, giornalista di servizio pubblico, devo fare.
Il grade equivoco è quello di dire che bisogna ascoltare tutte le campane. Nel primo quarto d'ora dei TG, su ogni problema, si sente la maggioranza e si sente l'opposizione e si crede di avere fatto la democrazia. Io ho sentito il parere di due contendenti. Può darsi che la verità sia una terza che non va bene a nessuno dei due contendenti.
Di essa il cittadino ha diritto di essere in possesso e io devo andarla a cercare.Tutto questo oggi in questo paese non si fa.
Io da giornalista non devo essere schierato con nessuno ma devo essere schierato solo con la possibile verità.
Devo andare a cercare non due pareri ma quella che possibilmente è la verità e questo sistema non me lo fa fare.
Questo problema, poi, è aggravato anche dalla presenza del conflitto di interessi.Il problema è a monte e sta nel fatto che i partiti non si sono staccati dal controllo della RAI ma oggi il tema del conflitto di interessi non risolto ci pesa come un macigno ancora un po' di più sulla testa".
Questa è la parte centrale di un intervento ben più lungo che nei prossimi giorni sarà pubblicato sul sito della fondazione, un soggetto nuovo che intende concentrarsi anche sui questo argomento che ci vede tutti protagonisti.
Perchè, come diceva Ciampi nel suo primo messaggio alle camere nel luglio 2002, "la garanzia del pluralismo e dell'imparzialità dell'informazione costituisce strumento essenziale per la realizzazione di una democrazia compiuta".
Perchè - e concludo - è esattamente quello che per primi vogliono gli operatori dell'informazione come abbiamo letto ieri, anche sulla prima pagina di questo quotidiano.
Grazie per l'attenzione.
Interrogazione al Sindaco (festival musicoterapia)
Il Comune di Guardiagrele ha promosso nell’anno 2009 la realizzazione a Guardiagrele del festival di musicoterapia per disabili denominato “Suoni condivisi”.L’iniziativa, promossa dall’associazione “Valore condiviso” e dall’assessorato ai servizi sociali, si svolse il 19 giugno 2009 e vide la partecipazione di numerosi gruppi di musicoterpia provenienti anche da fuori Regione.
Tanto premesso, si chiede di fornire risposta sui seguenti quesiti:
Quali sono le ragioni per le quali l’amministrazione comunale non intende sostenere la realizzazione dell’iniziativa per l’anno 2010?
Crede codesta amministrazione nell’importanza di percorsi di reinserimento del disabile e nella necessità di stimolare la realizzazione di progetti innovativi come quello proposto dall’Associazione “Valore condiviso”?
Quali progetti intende promuovere l’Amministrazione comunale al fine di sostenere, con attività collaterali e integrative, il centro diurno per l’infanzia e l’adolescenza?
Si chiede di voler fornire risposta scritta alla interrogazione come sopra formulata e, in questa attesa, si saluta con ossequio.
Simone Dal Pozzo – consigliere comunale
lunedì 24 maggio 2010
Che aria pesante in TV!
Il tema dell'informazione è ormai di una attualità così dirompente che l'incontro di sabato scorso con Paolo Di Giannantonio è uno dei più azzeccati e "tempestivi" che abbia mai organizzato.
Innanzitutto ringrazio chi mi ha dato una mano, chi ha creduto e crede con me nella possibilità di un dircorso di novità su questi temi andando oltre la narcotizzazione collettiva di cui Di Giannantonio è stato, forse, involontario protagonista.
L'incontro con uno degli ex volti del TG1 mi ha insegnato molto.
Innanzitutto che dietro quei volti ci sono dei mondi che nessuno conosce spesso perchè questo è impedito.
Ho imparato che l'aria che tira a Saxa Rubra è abbastanza pesante, come non mai.
Ho imparato che ci sono persone che non fanno della notorietà uno scudo e sanno offrire amicizia e cordialità nelle relazioni.
Ho imparato che non basta parlare del tema dell'informazione ma bisogna lavorare perchè tutti apriamo un po' gli occhi e cerchiamo di trovare, come ci ha detto Di Giannantonio, la terza o la quarta o la quinta possibilità di verità, oltre quelle che la TV ci propone.
Questo è il primo incontro con cui la fondazione Civitas esce allo scoperto.
E' una famiglia allargata che è pronta ad abbracciare tutti.
giovedì 20 maggio 2010
Carico di idee dal forum PA di Roma
Tornare al Forum PA (il forum della Pubblica Amministrazione) di Roma dopo tre anni dalla prima volta è stato come tuffarsi in un mondo che, comunque, ancora mi appartiene.
Ho trovato molte "cose" nuove, tanti progetti, tante proposte (a partire da quelle del Ministero delle Politiche Sociali).
La partecipazione ad eventi di questo tipo costituisce una eccezionale occasione per capire dove siamo e dove si può arrivare.
Capita anche di esaltarsi nel constatare che tante cose tu le hai già pensate o, addirittura, realizzate.
Di certo si entra a contatto con un mondo che non è lontano (siamo in Italia!) con il quale si possono stabilire contatti, collaborazioni, confronti.
Sono tornato stanco, carico di una valigia di opuscoli e pubblicazioni e con la testa piena di idee da realizzare...
Cercherò di farlo e ho già in mente da dove partire e a chi chiedere collaborazione!
Intanto l'appuntamento è per sabato 22 maggio, alle 18 con Paolo Di Giannantonio.
Ho trovato molte "cose" nuove, tanti progetti, tante proposte (a partire da quelle del Ministero delle Politiche Sociali).
La partecipazione ad eventi di questo tipo costituisce una eccezionale occasione per capire dove siamo e dove si può arrivare.
Capita anche di esaltarsi nel constatare che tante cose tu le hai già pensate o, addirittura, realizzate.
Di certo si entra a contatto con un mondo che non è lontano (siamo in Italia!) con il quale si possono stabilire contatti, collaborazioni, confronti.
Sono tornato stanco, carico di una valigia di opuscoli e pubblicazioni e con la testa piena di idee da realizzare...
Cercherò di farlo e ho già in mente da dove partire e a chi chiedere collaborazione!
Intanto l'appuntamento è per sabato 22 maggio, alle 18 con Paolo Di Giannantonio.
lunedì 17 maggio 2010
Interrogazione al Sindaco (Piano di Zona dei servizi sociali)

Il prossimo 31 dicembre andrà a scadere il Piano Sociale Regionale e, di conseguenza, il Piano di Zona dei Servizi Sociali.
Alla luce di quanto sopra e della prospettiva di ridefinizione degli Ambiti Sociali in conformità alle previsioni del Piano Sanitario Regionale, si chiede di fornire risposta sui seguenti quesiti:
quale è la posizione dell’amministrazione comunale circa la proposta di ridefinizione degli enti di ambito sociale (EAS) già formulata dalla Regione Abruzzo e sulla quale il Consiglio Comunale aveva già espresso il suo parere?
Nel momento in cui, approvato il nuovo Piano Sociale Regionale, diventerà operativa la ridefinizione degli EAS e, quindi, nel momento in cui l’Ambito di appartenenza del comune di Guardiagrele sarà modificato (anche con la probabile soppressione della Comunità Montana della Maielletta – attuale ente gestore-), intende l’amministrazione comunale formulare proposte circa la modalità di gestione del Piano di Zona e, in questo caso, quali proposte intende formulare alla Regione Abruzzo?
Nella fase di predisposizione del nuovo Piano di Zona dei Servizi sociali quali proposte di merito intende formulare l’Amministrazione comunale?
Intende l’Amministrazione comunale farsi promotrice di una rete territoriale in vista della redazione del nuovo Piano e, se sì, come intende costituirla e con quali soggetti?
Si chiede di voler fornire risposta scritta alla interrogazione come sopra formulata e, in questa attesa, si saluta con ossequio.
Alla luce di quanto sopra e della prospettiva di ridefinizione degli Ambiti Sociali in conformità alle previsioni del Piano Sanitario Regionale, si chiede di fornire risposta sui seguenti quesiti:
quale è la posizione dell’amministrazione comunale circa la proposta di ridefinizione degli enti di ambito sociale (EAS) già formulata dalla Regione Abruzzo e sulla quale il Consiglio Comunale aveva già espresso il suo parere?
Nel momento in cui, approvato il nuovo Piano Sociale Regionale, diventerà operativa la ridefinizione degli EAS e, quindi, nel momento in cui l’Ambito di appartenenza del comune di Guardiagrele sarà modificato (anche con la probabile soppressione della Comunità Montana della Maielletta – attuale ente gestore-), intende l’amministrazione comunale formulare proposte circa la modalità di gestione del Piano di Zona e, in questo caso, quali proposte intende formulare alla Regione Abruzzo?
Nella fase di predisposizione del nuovo Piano di Zona dei Servizi sociali quali proposte di merito intende formulare l’Amministrazione comunale?
Intende l’Amministrazione comunale farsi promotrice di una rete territoriale in vista della redazione del nuovo Piano e, se sì, come intende costituirla e con quali soggetti?
Si chiede di voler fornire risposta scritta alla interrogazione come sopra formulata e, in questa attesa, si saluta con ossequio.
sabato 15 maggio 2010
Domani ad Assisi...
Non basta parlare di pace. Uno ci deve credere.
Non basta crederci. Uno ci deve lavorare.
E' uno di quegli "slogan" che suonano, invece, proprio come un impegno.
Lavorare per la pace non significa (solo) lavorare contro la guerra fatta con le armi. Significa - era il titolo del forum sociale di qualche anno fa - lavorare per le paci.
Quelle di cui hanno bisogno le nostre città, la nostra città.
Con questa convinzione nel cuore e con la speranza di fare ancora una esperienza unica, domani andrò ad Assisi.
Con la fondazione Civitas - che nasce in questi giorni - abbiamo provato ad organizzare un viaggio. Le adesioni sono state poche.
Il comune ha deciso di partecipare all'ultimo momento.
Io ci sarò.
mercoledì 12 maggio 2010
Interrogazione al Sindaco (informagiovani)

Con la delibera n. 75 del 19 aprile 2010, la Giunta Comunale ha assegnato al Responsabile del Servizio il budget di € 7.000,00 per il finanziamento dell’annualità 2010 del servizio informagiovani gestito dall’Ass. Punto Giovani.
Nella delibera si da atto che la Provincia di Chieti non ha previsto nessuno stanziamento per l’anno solare in corso.
Tanto premesso, si chiede di fornire risposta sui seguenti quesiti:
Poiché la Provincia di Chieti, promotrice della rete Informaprovincia (sin dal 1998) di cui fa parte anche lo sportello di Guardiagrele, non ha erogato nessun fondo per l’anno 2009 e, come si legge nella delibera, non ha erogato alcun finanziamento neanche per l’anno 2010, codesta amministrazione comunale intende limitarsi a prendere atto della situazione?
Alla luce delle richieste (tre lettere) formulate nell’anno 2009 dal sottoscritto nel corso del suo mandato amministrativo, intende l’amministrazione chiedere (riprendendo le citate richieste a suo tempo formulate e rimaste senza risposta almeno fino al 29 marzo 2010) un impegno finanziario della Provincia di Chieti circa le due annualità rimaste senza alcun finanziamento?
In caso affermativo, quali azioni intende realizzare al fine di ottenere questo scopo?
A questo fine, intende coinvolgere anche l’Assessore comunale Donatello Di Prinzio nella sua concomitante qualità di assessore provinciale?
Nel caso in cui l’Amministrazione comunale non intendesse fare alcunché per ottenere dalla Provincia una contribuzione, quali sono le ragioni di tale scelta?
In quali termini intende rivedere la organizzazione del servizio senza creare disagio all’utenza?
E’ stata informata l’Associazione Punto Giovani dell’attuale situazione?
Si chiede di voler fornire risposta scritta alla interrogazione come sopra formulata e, in questa attesa, si saluta con ossequio.
Simone Dal Pozzo – consigliere comunale
lunedì 10 maggio 2010
Aspetto risposte alle mie domande
Fare opposizione significa stimolare e chiedere ragione di un impegno.
Significa prestare attenzione, intercettare quanto l'amministrazione comunale fa, capire se va nella giusta direzione, chiedere conto delle scelte fatte.
E significa, ancora, interrogare (ecco le famose interrogazioni) sugli indirizzi che si intendono perseguire.
E' passato quasi un mese dal primo consiglio comunale e non ho avuto ancora risposte alle domande (33) che ho posto.
Ne aggiungo un'altra.
Perchè non arrivano risposte?
Le mie non erano provocazioni ma sollecitazioni dettate da una esperienza maturata sul campo.
venerdì 7 maggio 2010
Quando la comunità si fa educante...
Ieri pomeriggio nella struttura di Via Occidentale il personale del nido ha organizzato un momento di festa e riflessione su una tappa importante per la vita della città.
Come ex assessore ai servizi sociali sono intervenuto e mi piace condividere con voi le mie riflessioni.
Cerco di ricordare...
"L'attenzione per la Casa delle bambine e dei bambini ha costituito un obiettivo primario soprattutto perchè intendevamo trasformare progressivamente il nido d'infanzia da servizio sociale per le famiglie a servizio educativo per i bambini.
Volevamo che fosse una comunità accogliente e, soprattutto, educante.
Lo stile del nido - come noi lo volevamo - è sempre stato quello della relazione.
Eravamo e siamo perfettamente consapevoli del fatto che - come dice Roberto Mancini - la comunità è un evento più che un luogo.
Se fosse un luogo sarebbe tanto più forte quanto più alte sono le sue mura di protezione.
Essendo, invece, un evento è più forte quanto maggiori sono le relazioni che si creano al suo interno e con l'esterno.
Con questa consapevolezza abbiamo puntato sulla qualità di queste relazioni aderendo in maniera convinta al progetto R.E.I. (Reti Educative per l'Infanzia) promosso dalla Provincia di Chieti oltre dieci anni fa di cui Guardiagrele è divenuta punto di riferimento.
E abbiamo investito sul rapporto tra le persone, tra i protagonisti (educatori e famiglie) e con il territorio (basti pensare alle feste dei nonni!).
Abbiamo, quindi, guardato alla qualità del servizio educativo facendo in modo che il nido fosse un importante stimolo per i bambini.
E', questa, l'immagine che Maurizio Tiriticco suggerì nel convegno internazionale sul gioco che si tenne a Guardiagrele nel maggio 2008 su iniziativa del comune e dell'ISPEF.
"Immaginate - disse il professore - che ogni bambino ha una carriola nella quale bisogna mettere i mattoncini che faranno del bambino un adulto. Ecco, il nido e il gioco sono tra gli stimoli più importanti".
Ho concluso incitando l'amministrazione comunale a investire sul nido d'infanzia e ringraziando quanti hanno fanno sì che nido raggiungesse i livelli di qualità che oggi in molti ci invidiano.
Grazie, quindi, a tutto il personale educativo e tutti quelli che, comunque, hanno lavorato e lavorano nella e per la "Casa delle bambine e dei bambini".
lunedì 3 maggio 2010
Politica e sociale...
Al forum di primavera si parlerà di pace e di informazione sotto l'insegna di Civitas.
Torno su questo tema anche per spiegare le ragioni di una scelta.
La fondazione Civitas non è cucita sul vestito di un partito o di un coalizione politica perchè nasce per portare avanti iniziative che non possono e non devono avere una etichetta di questo tipo.
E' ovvio che la mia presenza non passa inosservata ma è altrettanto ovvio che il mio convinto impegno nel partito al quale appartengo e nella coalizione di cui sono parte sono compatibili con l'azione che ha sempre caratterizzato la mia vita.
Questo è il motivo per il quale la convinzione sempre crescente con la quale mi riconosco nel Partito Democratico di cui sono stato co-fondatore nella mia città (e potrei dire anche a livello nazionale avendo partecipato alle primarie del 2007) e nel progetto "Guardiagrele il bene in comune" che sarà la forza che ci consentirà di riconquistare molto presto l'amministrazione del nostro comune, va di pari passo con il mio impegno "nel sociale".
La fondazione Civitas - che coinvolge anche persone che non hanno una storia politica come la mia - non è, quindi, un accessorio della mia azione in consiglio comunale e in oposizione; è, invece, lo strumento con il quale voglio continuare in compagnia di altri una esperienza iniziata ben prima della mia elezione nel 2005.
Approfitto per segnalare due appuntamenti: la Perugia-Assisi del 16 maggio e l'incontro sull'informazione con il giornalista TG1 Paolo Di Giannantonio.
A presto!
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