mercoledì 24 novembre 2010

Il Prefetto ci riceverà tra un'ora

Questi gli argomeni il gruppo consiliare "Guardiagrele il bene in comune" rappresenterà al prefetto nell'incontro che fa seguito alla richiesta inoltrata ieri.

1. Con le delibere 44 e 45 del 2010 il Commissario per il rientro dai disavanzi sanitari ha approvato il Piano Operativo 2010 che prevede la disattivazione di cinque piccoli ospedali. Quelli di Casoli, Gissi, Pescina e Tagliacozzo sono già chiusi.

2. Per il 31 dicembre 2010 è prevista la chiusura dell’Ospedale “SS. Immacolata” di Guardiagrele. Con la disattivazione è prevista la sostituzione dell’Ospedale con un Presidio Territoriale di Assistenza (PTA)

(doc. 1 – scheda del Piano Operativo relativa all’ospedale di Guardiagrele)

(doc. 2 – descrizione del PTA)

3. Il gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune” ha diffidato le Autorità sanitarie (regionali e locali) dall’adottare o avallare decisioni che determinano la chiusura dell’Ospedale

(doc. 3 – diffida del 19.8.2010)

4. Il gruppo consiliare ha promosso due ricorsi davanti al TAR contro le delibere commissariali denunciando le seguenti violazioni di legge:

- il Commissario ha abusato del suo potere perché è stato nominato solo per dare attuazione al piano di rientro;

- il Piano Operativo contiene previsioni contrastanti con il Piano di Rientro (approvato con delibera G.R. 224/2007 e completamente “versato” nel Piano Sanitario Regionale – LL.RR. 20/2006 – 6/2007 e 5/2008)

- Il Piano Operativo, infatti, in base alla Legge (articolo2, comma 88 della L. 191/2009) deve dare attuazione al Piano di Rientro;

- Il Piano Operativo, nel momento in cui stabilisce fin nel dettaglio la geografia della rete sanitaria regionale (stabilendo quali ospedali chiudono) ha violato le prerogative della Regione Abruzzo che è l’organo che con legge ordinaria può e deve procedere alla programmazione sanitaria e a disegnare la rete ospedaliera (si configurano, pertanto, violazioni della L. 833/1978, D.Lgs. 502/1992);

- Il Piano Operativo è stato adottato dal Commissario regionale senza nessuna consultazione con il territorio: non sono stati sentiti sindaci, sindacati, associazioni (si configurano, pertanto, violazioni della L. 833/1978, del D.Lgs 502/1992, della L. 241/1990, della L.R. 146/1996);

- Il Piano Operativo (che ha il contenuto di un nuovo Piano Sanitario e di un nuovo Piano di Rientro concordato con il Governo) assumerebbe la forma di un nuovo Piano di Rientro con la conseguenza che, proprio in base alle previsioni della L. 191/2010, il commissariamento sarebbe dovuto cessare;

- Il Piano Operativo annulla la rete di emergenza-urgenza di un intero territorio violando le previsioni del Piano Sanitario Regionale (approvato, da ultimo, con L.R. 5/2008, mai abrogata dal Consiglio né annullata dal Commissario) che prevede(va) per ogni ospedale della Regione una Unità di Pronto Soccorso;

- Questa previsione è anche confermata da un accordo sindacale sulla mobilità da cui risulta quale sarà la fisionomia del PTA (doc. 4 - accordo sindacale per la mobilità)

- Il Piano Operativo viola le previsioni del D.P.C.M. 29.11.2001 in materia di Livelli Essenziali di Assistenza.

5. Sul tema della partecipazione c’è una gravissima lesione del diritto dei sindaci e, in generale, dei cittadini e appare contraddittoria la posizione della ASL dal momento che:

- il Direttore Generale dichiara che questa materia non è soggetta al confronto (doc. 5 - verbale comitato ristretto del 26.7.2010)

- la ASL nella sua difesa dice che l’obbligo di informazione è stato adempiuto dal momento che sono state fatte riunioni sul territorio (es. di associazioni);

- la ASL nella sua difesa dice che l’obbligo informativo è stato assolto grazie agli incontri avuti proprio in Prefettura (si citano due verbali del 28.4.2010 e del 28.6.2010).

6. Il Piano Operativo, nel sostituire all’ospedale un Presidio con assistenza medica e infermieristica “h12” e nell’eliminare tanto i reparti per acuti (geriatria, medicina generale, psichiatria), quanto i posti di lungodegenza oltre ai servizi di chirurgia programmata, compromette la salute di un intero bacino che coinvolge circa 40000 abitanti.

7. Si propone, come “alternativa” un nucleo di cure primarie gestito dai medici di famiglia, ma questo non può essere un servizio sostitutivo dell’ospedale per pazienti acuti (doc. 6 – proposta di progetto chiesta ufficialmente e mai formalmente consegnata, sebbene circolata).

8. Su questo punto è da segnalare che:

- il sub-commissario Giovanna Baraldi dice in una relazione che è al lavoro un gruppo di lavoro con i medici di famiglia (doc. 7 - relazione sub- commissario del 30.9.2010)

- il direttore generale della ASL dice che nessuna soluzione è ancora allo studio con ciò ingenerando una confusione generale sulla situazione attuale (doc. 8 -risposta dott. Zavattaro del 10.11.2010);

- il progetto proposto dai MMG non è stato mai ufficialmente comunicato anche se ne è circolata una copia dalla quale si evince chiaramente che una strada è stata tracciata e non è quella che garantisce i servizi di emergenza-urgenza) (doc. 6 – proposta di progetto chiesta ufficialmente e mai formalmente consegnata, sebbene circolata)

9. Questo quadro è ulteriormente aggravato da alcune circostanze di fatto:

- i pazienti che oggi trovano ricovero a Guardiagrele saranno costretti a rivolgersi a Chieti e sappiamo che il Policlinico è ingolfato (difficoltà per trovare parcheggi, per accedere al pronto soccorso, per trovare un posto letto in reparto dove spesso si staziona per giorni nelle barelle – con ciò si dimostra la incapacità del sistema di assorbire il colpo derivante dalla chiusura dell’ospedale di Guardiagrele);

- il Presidio Ospedaliero di Guardiagrele, sebbene non ancora chiuso, è sottoposto a continue privazioni alle quali non si dà soluzione:

o le prenotazioni per prestazioni assistenziali sono sospese da tempo;

o l’Unità Operativa di Radiologia – che pure dovrebbe continuare a funzionare – sarà entro fine anno privata di due unità mediche (una delle quali è anche direttore sanitario dell’Ospedale).

10. Vi è grande confusione anche nella gestione del problema e nella rappresentazione delle sue cause dal momento che, mentre si fa passare la notizia che sono necessari tagli alle spese, accade che:

- il Piano Operativo dice che i costi fissi non saranno, comunque, eliminati (doc. 9 - pag. 6 delibera n. 44)

- il direttore generale dichiara che la disattivazione dell’ospedale non comporta nessun risparmio (doc. 10 - estratto dichiarazioni al Consiglio Comunale di Guardiagrele del 14.9.2010);

- Il tavolo tecnico Regione-Ministero, nella riunione del 17.3.2010 dice che il Piano Sanitario Regionale è validato e che, sostanzialmente, il debito è rientrato (doc. 11 – stralcio del verbale)

11. La ASL sostiene di avere ammortizzato la chiusura di Gissi e Casoli con i posti di Atessa e Lanciano, ma va detto che non tutti i posti disattivati a Casoli sono stati riattivati a Lanciano.

12. La Regione e la ASL sostengono che il Piano Operativo ha dovuto dare attuazione al nuovo Patto per la Salute (doc. 12 – stralcio patto per la salute). Va detto, però, che se si fosse applicato il criterio adottato, ad esempio, in Lazio e Molise (popolazione residente / 1000 x 3,5 pl), avremmo avuto diritto a più posti letto:

- i pl x 1000 previsti dal Patto sono 3,5;

- il PO, invece, ne prevede appena 2,9 (perché?);

- già il Piano Sanitario del centro sinistra prevedeva 3,5 pl x 1000 per gli acuti (tale previsione si poteva lasciare invariata);

- il PO, invece, ha tagliato ben 886 pl in più;

- applicando il criterio fissato dal Patto e considerato che la popolazione è aumentata, avrebbe dovuto aggiungerne 135.

(doc. 13 – prospetto del taglio dei posti letto).

13. Si fornisce, altresì, la seguente documentazione:

(doc. 14 – piano relativo al taglio delle Unità Operative complesse da cui si evince che anche il Pronto Soccorso di Atessa e Ortona saranno declassati/tagliati)

14. In conclusione, al di là delle violazioni di legge sopra richiamate, appare assolutamente messa in pericolo la salute dei cittadini a causa dello smantellamento di un Presidio Ospedaliero per pazienti acuti. La salute (e la vita) dei cittadini è messa in pericolo anche a causa della disattivazione di un servizio di pronto soccorso che sia in grado di gestire le emergenze in un territorio montano nel quale la percorrenza di strade spesso tortuose e di difficile praticabilità soprattutto nei mesi invernali di fatto impedisce di poter stabilizzare una patologia acuta (infarti, ictus, gravi traumi) in poco tempo con conseguente pericolo per la vita stessa.

15. La rete ospedaliera, privata del presidio di Guardiagrele, non è in grado di rispondere a queste emergenze per:

- la difficoltà di raggiungerlo (con mezzo proprio e con ambulanze del 118 che possono anche tardare proprio a causa delle condizioni geo-morfologiche della zona);

- il fatto che i reparti già sono intasati e difficilmente riuscirebbero ad assorbire la nuova domanda.

16. Il PTA (né come è previsto nel Piano Operativo né con eventuali aggiunte di servizi come RSA, centri per Alzheimer né, infine, con l’aggiunta di ospedale di comunità affidato ai medici di base…) non sarebbe in grado di fare fronte a queste esigenze di tutela della salute, soprattutto relativamente alla rete di emergenza-urgenza (che viene disattivata insieme con l’ospedale) e, comunque, a causa della sua impossibilità di ricovero di pazienti acuti (oggi, invece, curabili in condizioni di efficienza per i pazienti, nei reparti ospitati dall’Ospedale di Guardiagrele).

17. La Direzione Sanitaria Aziendale ha annunciato che procederà alla sospensione dei ricoveri e alla disattivazione dell’ospedale entro il prossimo 15 dicembre se il TAR non sospenderà le decisioni.

18. Il progetto di disattivare un intero presidio ospedaliero e annullare servizi di emergenza-urgenza su un intero territorio (per altro con caratteristiche geo-morfologiche del tutto peculiari) concreta senza dubbio una interruzione di pubblico servizio soprattutto nel momento in cui, attuata questa programmazione, nessun servizio per pazienti acuti e per l’emergenza resta sul territorio (né si può dire che una surroga può essere assicurata dal PTA previsto nel Piano Operativo)

sabato 20 novembre 2010

On. Turco, chiami Chiodi in commissione!

Il "porta a porta " promosso dal PD ha portato a Guardiagrele l'onorevole Livia Turco, parlamentare del nostro collegio.

L'ex ministro per le politiche sociali non ha potuto non parlare del tema della sanità e del fatto che il piano della regione Abruzzo che indiscriminatamente elimina i servizi costituisce una lesione del diritto alla salute.

Livia Turco fa parte della COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUGLI ERRORI IN CAMPO SANITARIO E SULLE CAUSE DEI DISAVANZI SANITARI REGIONALI.

Oltre alla promessa di tornare a Guardiagrele, di promuovere e sostenere il comitato nazionale "articolo32", di lavorare per la tutela dei piccoli ospedali, ci ha fatto anche quella di chiamare in Commissione Gianni Chiodi e Francesco Nicola Zavattaro.

Almeno in quella sede potranno spiegare meglio il perchè di questi tagli e potranno rispondere alle decine e decine di domane che gli stiamo facendo da quasi tre mesi.

Grazie on. Turco per quello che potrà fare!

domenica 14 novembre 2010

Il grande bluff

L’iniziativa giudiziaria del gruppo “Guardiagrele il bene in comune” non si è fermata ed è stata appoggiata da alcuni esponenti del Tribunale per i diritti del Malato di Guardiagrele. Mercoledì prossimo (17 novembre 2010) il TAR L’Aquila finalmente discuterà la richiesta di sospensiva sul ricorso contro il Programma Operativo (PO).

Il nostro gruppo si è fatto, quindi, carico di una seconda iniziativa mentre il comune di Guardiagrele resta silente.

Per la cronaca va detto che ricorsi contro il PO sono stati presentati dai comuni di Casoli, Gissi, Pescina e Tagliacozzo e non da Guardiagrele.

Va chiarito, poi, anche l’aspetto relativo alla richiesta che noi abbiamo formulato. A noi la chiusura/disattivazione non sta bene e abbiamo chiesto e chiediamo la sospensione del PO; una volta sospeso siamo disponibili a trattare.

Questo è il mandato che il sindaco ha ricevuto lo scorso 14.9 (la delibera 88 dice che il Consiglio Comunale) si oppone con forza al PO e ne chiede l’immediata sospensione.

Qualsiasi iniziativa che si discosti da questa decisione chiara e definitiva è contro la volontà del Consiglio e contro la volontà della Città.

A questo proposito torno a ribadire un concetto che il sindaco forse non ha compreso. L’elemento che colpisce di più la gente e anche il Tribunale (ne abbiamo avuto prova a Pescara) è il tema del Pronto Soccorso e il PO dice chiaramente che il PS chiuderà.

Caro Sindaco, lo sai che se sulla stampa scrivi e dichiari che il PS non chiuderà offri un’arma al mio avversario? Lo sai che il mio avversario (che per difendersi produce persino articoli di stampa) mi dirà che è tutto a posto e che il PS non chiude perché “è scritto sul giornale”?

Oppure quando parli di PS ti riferisci a qualcosa che vuoi (e volete) chiamare PS ma PS non è?

E qui apro un capitolo che definisco ridicolo se non fosse drammatico.

Lo scorso 4.10 mi sono recato alla ASL e sul tavolo del Direttore Generale che gentilmente mi ha ricevuto ho visto (e Zavattaro me lo ha confermato) una comunicazione dei MMG relativa ad un progetto (quello che la Baraldi era venuta ad applaudire a Guardiagrele).

Il pomeriggio del 4.10 ho chiesto alla Direzione Generale di averne una copia. La richiesta di accesso è stata rinnovata per ben 4 volte e solo lo scorso 10.11 la Direzione i ha risposto dicendo che niente bolle in pentola (Zavattaro afferma che allo stato nessuna atto aziendale è stato assunto in relazione al progetto dei MMG di Guardiagrele e/o degli NCP o in relazione a qualsiasi altro aspetto conseguente delle delibere commissariali di rimodulazione del Presidio di Guardiagrele e si aggiunge che la proposta è stata rigettata anche alla luce delle risultanze di un convegno tenutosi a Sulmona lo scorso 30.10).

Caro Direttore non ti credo.

Ti ho chiesto di avere il progetto e non di sapere se è stato approvato. Ma il progetto non me lo hai dato! Ti ho chiesto di leggere cosa c’è scritto e cosa gli NCP di Guardiagrele vorrebbero fare dentro l’ospedale, ma non me lo hai consentito. Mi dici che non è stato adottato nessun atto, ma qualche giorno fa, accompagnato anche dal dott. Floriano Iezzi (assessore al comune e medico di base), hai visitato l’ospedale e il Distretto per vedere come ficcare tutto dentro l’ospedale che ti accingi a svuotare per eseguire gli ordini di Chiodi.

Ma io capisco perché non me lo hai voluto mostrare! Perché se avessi letto (se avessimo letto) quello che c’è scritto avremmo dovuto gridare allo scandalo.

E allora gridiamo allo scandalo!

Il progetto dei MMG prevede uno smantellamento di fatto del PS. Prevede che il PS che loro vogliono fare accetterà solo i codici bianchi e verdi (cioè quelli già dovrebbero essere curati che negli ambulatori dei MMG). Mette in pericolo la salute dei cittadini e mette in pericolo anche la sicurezza dei MMG caricati di responsabilità che non gli competono.

Se Sandro Salvi e Floriano Iezzi intendono difendere questo progetto sappiano che non ci stiamo. Se ricorrendo al TAR pagheranno la sospensione del PO con questa proposta che è semplicemente irricevibile, noi lo segnaleremo pubblicamente.

Questo progetto non disegna un ospedale, ma una struttura che non dà garanzie.

Pubblicamente diffidiamo la ASL, il sindaco e l’assessore (che spero non vorrà mettere la sua firma su questo documento) dal dare seguito ad una iniziativa di questo tipo.

Salvi ha ricevuto un mandato preciso che non è questo e, soprattutto, quello che fa ce lo venga a raccontare perché questo si è impegnato a fare.

Ci metta a disposizione le informazioni che ha e i documenti che ha e non sia complice della commedia che vede negare l’accesso ad atti che, poi, circolano e di cui fortunatamente veniamo in possesso.

A questo proposito, permettete di aprire una parentesi e di esprimere la solidarietà alla dott.ssa Verì, presidente della commissione V regionale. Ci dice che non possiede materialmente il piano sui tagli e i declassamenti che in Abruzzo interessano 217 reparti ospedalieri (Il Centro del 12.11).

Eccolo il Piano, altro che “toto reparti”, dott.ssa Verì. Lo sa cosa c’è scritto? Che 217 Unità Operative Complesse (i Reparti con i Primari, per intenderci) chiuderanno entro fine 2012. E c’è scritto pure che, ad esempio, nella ASL di Chieti (provinciale) saranno solo tre le Unità di Pronto Soccorso (evidentemente Chieti, Lanciano e Vasto).

Si conferma che Guardiagrele non avrà più il Pronto soccorso (con la dotazione di medici e di operatori sanitari come è oggi) e c’è anche scritto che la stessa sorte sarà per gli ospedali di Ortona e Atessa (CAsoli e Gissi l’hanno già subita). Sindaco, ma di che Pronto Soccorso parli?

Eppure dovevi già saperlo perché questo destino era tracciato per Guardiagrele da tempo, ormai.

Era scritto nel PO (e noi lo abbiamo detto e ridetto) ma anche in altre carte. Se non le hai, eccole!

Conosci (conoscete) l’accordo sindacale per la mobilità del personale di Gissi e Casoli? Se non lo conoscete ve lo mostro! Qui c’è scritto che il PS non esiste più in quegli ospedali. C’è scritto che non c’è un primario, che in tutto il PTA c’è un solo coordinatore?
Conosci (conoscete) le delibere con le quali i servizi dei vecchi ospedali di Casoli e Gissi vengono annessi al Distretto? Ti (vi) rendi (rendete) conto che questo significa che l’ospedale non c’è più e che anche il nostro ospedale non ci sarà più?

E dico anche questo. Il personale operativo e infermieristico forse è stato tratto in errore. In alcuni casi credo sia stata carpita la buona fede e, se la cosa dovesse essere confermata, sarebbe un fatto grave che alcuni dipendenti siano stati indotti addirittura a sottoscrivere richieste di mobilità volontaria senza sapere cosa stessero facendo. Ma su questo punto vado con estrema cautela perché la cosa non mi risulta confermata.

Questi dovrebbero essere gli argomenti sui quali porre la massima attenzione. Si pensa a 217 primari che perdono la possibilità di raggiungere o conservare posizioni organizzative e non si pensa (parliamo per noi) a 40mila cittadini che perdono il diritto alla salute!

Si dice addirittura che non si è contrari alle riconversioni e non si sottolineano, ad esempio, le mille contraddizioni che vengono fuori quotidianamente.

Ci si è scandalizzati quando Zavattaro ha detto che non si sarebbe fatto mai curare in un ospedale della sua ASL: prime pagine sui giornali, convocazioni in commissioni per quella che era sicuramente una battuta, infelice magari, ma pur sempre ed evidentemente una battuta.

Nessuno ha gridato allo scandalo (e questo è un vero scandalo) quando:
- ha detto che il PO non fa risparmiare un centesimo (14.9 in consiglio comunale e Guardiagrele e 8.10 nel convegno della CGIL);
- ha detto che nel PO sicuramente ci sono errori.

Nessuno ha detto (o, comunque, alla cosa non è stata data la necessaria evidenza) che quella che bisogna risparmiare è una favola perché:
- lo dice la stessa Regione nel suo DPEF;
- lo dice il tavolo tecnico di Roma nel verbale del 17.3.2010 (che nessuno cita, neanche la ASL e la Regione nelle loro difese in Tribunale);
- lo dice il fatto che il debito residuo può essere coperto con altri fondi che la Regione ha già chiesto.

Nessuno dice che è falso che il PO si è reso necessario per dare attuazione al Patto per la Salute e che, applicando il criterio utilizzato in Lazio e Molise avremmo avuto diritto a più posti letto:
- i pl x 1000 previsti dal Patto sono 3,5;
- il PO, invece, ne prevede appena 2,9 (perché?);
- già il Piano Sanitario del centro sinistra prevedeva 3,5 pl x 1000 per gli acuti (tale previsione si poteva lasciare invariata);
- il PO, invece, ha tagliato ben 886 pl in più;
applicando il criterio fissato dal Patto e considerato che la popolazione è aumentata, avrebbe dovuto aggiungerne 135.

Il tema della chiusura/disattivazione interessa tutta l’Italia:
- almeno 70 piccoli ospedali (1000 comuni e circa 3 mln di abitanti) sono interessati da provvedimenti simili a quelli della nostra regione;
- in ogni realtà si lamentano le stesse violazioni di legge e irregolarità che noi abbiamo segnalato e denunciato;
- c’è un magma normativo nel quale è difficile muoversi (norme che si rinnovano e sovrappongono lasciando margini di manovra troppo ampi).

Questo ci ha indotto a fondare il Comitato Nazionale “articolo 32” per la tutela della salute e dei piccoli ospedali (www.articolo32.it) che ha già ricevuto contatti da altre regioni (Lazio e Calabria in particolare) per una mobilitazione generale.

sabato 13 novembre 2010

Vogliamo risposte e trasparenza!

Qualcuno ci deve delle spiegazioni sul capitolo ospedale di Guardiagrele e, più in generale, sul tema della sanità regionale.

Perchè gli atti sono tenuti nascosti?

Perchè alle richieste di documenti si risponde negativamente?

Perchè sul sito della regione non compaiono le delibere del commissario?

Perchè sul sito della ASL non compaiono le delibere del Direttore Generale, gli accordi sindacali, le lettere di trasmissione degli atti?

E' troppo chiedere la trasparenza su atti pubblici?

O siamo di fronte ad atti segreti?

Domenica 14 novembre alle ore 11 formuleremo questi ed altri interrogativi ai diretti interessati.

Il gruppo consiliare "Guardiagrele il bene in comune" vi aspetta in Piazza s. Maria MAggiore.

sabato 6 novembre 2010

Ma chi pensa ai partigiani?


Una città vilipesa. Questa è la sensazione che ho avuto di fronte alla pseudo celebrazione dello scorso 4 novembre quando l'amministrazione comunale ha cercato maldestramente di ripetere il cerimoniale che la precedente giunta aveva istituito collegando con un singolare filo della memoria vari luoghi simbolo della città.

E così, dopo cinque anni, il sindaco Salvi e il suo vice hanno presenziato alle celebrazioni del 4 novembre dopo che per anni avevano sottolineato con l'assenza l'omaggio ai morti del 1799, ai caduti delle due guerre mondiali, agli alpini caduti per la patria, alla Brigata Maiella e al maresciallo Camillo Neviani, omaggio che la nostra giunta di centrosinistra non aveva mai mancato di tributare.

Un manifesto anonimo annunciava la manifestazione che doveva concludersi alla Villa Comunale presso il monumento alla Brigata Maiella e dinanzi al cippo eretto alla memoria di Neviani.

Ma alle ultime due tappe il sindaco è arrivato a mani vuote: non una corona, non un fiore e, per di più, aiuole per niente pulite e parole di circostanza completamente fuori dal contesto della festa che si voleva celebrare: un oltraggio alla memoria della città e alla solennità civile del 4 novembre perfettamente coerente con la latitanza che anche in occasione della inaugurazione dei monumenti non era mancata.

Mi chiedo se sia possibile amministrare una città che a sei mesi dall'inizio dell'era Salvi vive un declino civile mai prima registrato, senza conoscerne la storia e, soprattutto, senza sentire l'urgenza di una commemorazione seria, ragionata, curata nei particolari: questo è il terreno dei valori comuni e se non si coltivano adeguatamente questi è difficile pensare al resto che, per come la penso, viene dopo, molto dopo.

Per porre rimedio a questa grave mancanza il gruppo consiliare "Guardiagrele il bene in comune" ieri ha deposto due corone di alloro davanti ai due monumenti dimenticati cercando di riparare la mancanza dell'amministrazione.

Avremmo dovuto lasciarli spogli, ma abbiamo preferito sottolineare con i simboli il degrado civile che la città vive, praticamente spogliata anche dei suoi valori di riferimento e consegnata ad una amministrazione priva di sensibilità, analfabeta della storia patria e del comune sentire del popolo che amministra.

martedì 2 novembre 2010

Il mio rapporto con la rete

In queste settimane il mio rapporto con il web si è limitato ad alcune iniziative strettamente legate alla mia attività politica.

Ho trascurato il mio blog, ma non l'attenzione alla rete.

Ecco, mi sono concentrato in modo particolare sul tema dei piccoli ospedali dando vita ad uno spazio tutto nuovo.

Si tratta del sito www.articolo32.it che...beh andatelo a vedere...

Qualcuno mi dice che scrivo su fb e sul mio blog solo per parlare del mio impegno come consigliere comunale...

Forse è così, ma questo è il motivo per cui ho pensato di investire anche in questo campo (internet, intendo dire!).

Mentre penso da tempo ad uno spazio - un nuovo spazio - che parli della mia attività professionale.

A presto!

venerdì 22 ottobre 2010

mercoledì 20 ottobre 2010

www.articolo32.it

Dall'impegno convinto sul tema della sanità e della difesa dell'ospedale di Guardiagrele, nasce una nuova ambiziosa iniziativa: articolo32.

E' il nome che richiama il principio costituzionale della tutela del diritto alla salute che abbiamo (io e gli altri quattro consiglieri di minoranza al comune) ad un comitato nazionale che rggruppi tutti quelli che hanno a cuore il problema.

Mi sono reso conto e mi sto rendendo conto che questo è un argomento complesso nel quale - se non si è documentati - si corre il rischio di perdersi.

E non è certamente un discorso di parte (o di partito) quello che mi porta a dire con convinzione che quello che sta accadendo oggi non si era mai visto.

Probabilmente la magistratura darà (dovrà dare) risposte sulla sanitopoli abruzzese, ma è certo che la programmazione sanitaria della nostra regione aveva rimesso le cose in ordine.

Lo dice lo stesso centrodestra nei suoi documenti finanziari e lo ha detto la Corte Costituzionale poco più di dieci giorni fa.

Su questo tema sono deciso ad andare fino in fondo.

giovedì 14 ottobre 2010

La Consulta dà ragione al centrosinistra.

Se non qualcuno non era convinto, ci ha pensato la Corte Costituzionale a chiarire ogni dubbio.

La programmazione sanitaria del centrosinistra aveva effettivamente e concretamente tagliato nel privato, tanto che alcune cliniche avevano fatto ricorso al TAR di L'Aquila.

La Regione aveva operato legittimamente.

Nessuna lesione alla libertà di iniziativa imprenditoriale vi è stata perchè gli operatori ben possono decidere di aprire cliniche o fare prestazioni chiedendone il pagamento ai clienti.

Questo è l'impianto di una riforma che oggi Chiodi smantella.

Quanto tempo dovrà, però, passare prima che il prossimo Giudice si pronunci?

Non è che sarà troppo tardi perchè gli ospedali da chiudere saranno stati definitivamente chiusi?

sabato 9 ottobre 2010

Noi andiamo avanti!


venerdì 8 ottobre 2010

Grazie Gherardo!


martedì 5 ottobre 2010

lunedì 4 ottobre 2010

lunedì 27 settembre 2010

Ho invitato Gherardo Colombo a Guardiagrele

Dunque Gherardo Colombo il 7 ottobre sarà a Guardiagrele.

Un appuntamento preso da tempo che consente alla città di incontrarsi, ancora una volta, per ragionare sul tema della legalità.

Lo abbiamo già fatto in altre occasioni con don Ciotti, Forgione, Lumia, Ayala, Cantone e Travaglio.

Colombo verrà a presentare, su invito della fondazione che sto mettendo su, il suo libro "Sulle regole" edito da Feltrinelli 2 anni fa e pubblicato inq ueste settimane con un'edizione economica accessibilissima.

Colombo lo ricordano tutti. E' un'immagine familiare perchè ci riporta ai tempi di tangentopoli e di "mani pulite".

La sua chioma inconfondibile (come quella rossa di Ilda Boccassini) ci riporta nei corridoi della Procura e del Tribunale di Milano, alle requisitorie dei primi processi per tangenti, a tempi che, se paragonati ad oggi, non ci sembrano neanche tanto lontani.

Sono i tempi di processi lunghi che hanno fatto esplodere il tema del funzionamento della giustizia (quando colpisce la politica).

Sono le ragioni che hanno spinto Colombo a lasciare la magistratura.

Di Pietro scelse la politica; Colombo ha scelto di incontrare studenti, di parlare con la gente per far capire che se un meccanismo non funziona bisogna andare alla radice e capire che dal rispetto delle regole inizia ogni processo di cambiamento.

Ecco perchè ho pensato di chiamarlo e lo ringrazio per avere accolto l'invito.

L'appuntamento è il 7 ottobre al cinema Garden (ore 18) e il mattino successivo per i bambini della scuola primaria.

Vi aspetto.

martedì 21 settembre 2010

Le cose stanno cosi!




Questo è il testo che la maggioranza aveva portato in consiglio comunale il 14 settembre scorso...

E' semplicemente indecente e, questa volta voglio dirlo con forza e senza alcuna remora, intellettualmente disonesta la manovra del pdl locale che affigge nelle sue bacheche l'ordine del giorno approvato dal consiglio lo scorso 14 settembre ritenendo, in questo modo, di smentire la presunta confusione determinata dalla stampa all'indomani della riunione del consiglio comunale.

La stampa locale, vorrei ricordarlo, ha semplicemente detto quel che è successo: la maggioranza è scivolata sull'ospedale per il semplice fatto che si è vista costretta a ritirare la sua proposta e a votare il documento della minoranza con alcune correzioni accolte dal centrosinistra.

Il pdl, però, lamentando una confusione che probabilmente è quella che regna tra i suoi membri, innanzitutto non dice che il documento approvato all'unanimità è proprio quello presentato dal gruppo consiliare "Guardiagrele il bene in comune" che aveva chiesto il consiglio il 23 agosto.

Il documento affisso nelle bacheche del pdl (la delibera 88/2010) attesta una posizione di netto contrasto, come da noi richiesto, alla manovra Chiodi-Baraldi senza nessuna possibilità di appello e respingendo al mittente l'offerta di un Presidio Territoriale di Assistenza (PTA).

La verità che nessuno ha ancora detto, ma che i presenti il 14 settembre ben conoscono è che Salvi e la sua giunta avevano portato in consiglio, nella speranza di consacrarla con la benedizione di Zavattaro e Budassi, una proposta nella quale candidamente si diceva che non vi era opposizione alla riconversione dell'ospedale e alla sua trasformazione in un PTA a patto che si ottenessero alcuni servizi in più (la RSA, ad esempio): promesse che, però, non sono scritte in nessun documento.

Questa è la verità, come è vero che la maggioranza è letteralmente spaccata e, sulla questione più decisiva, naviga a vista.

Questo a loro non conviene dirlo, ovviamnete, ma a noi interessa la verità.

Invito, quindi, gli estensori dei comunicati e i curatori dei contenuti delle bacheche del pdl ad aggiornare l'ultima uscita con la proposta di odg che sono stati costretti a ritirare.

E, soprattutto, a mettersi d'accordo con i colleghi alla regione visto che, detto per inciso, proprio mentre prendono atto del loro dietrofront il gruppo regionale dello stesso partito propagandava con mega manifesati affissi in tutta la città, come il risultato del loro impegno, la trasformazione del SS. Imacolata in un PTA.

Abbiamo cercato in ogni modo di trovare una linea condivisa, ma non è tollerabile essere presi per i letteralmente per i fondelli.

venerdì 17 settembre 2010

mercoledì 15 settembre 2010

Dietrofront!


Alla fine l'intero consiglio, compresa la maggioranza (letteralmente frantumata; smarrita; non pronta a quel che sarebbe successo; pronta, invece, a ricevere applausi e invece punita dalla protesta dei cittadini; incredula per il dietrofront che si è vista costretta a fare; pronta a sostenere Chiodi, Baraldi e Zavattaro in nome di un fantomatico PTA e di presunte conquiste di RSA non scritte in nessun documento; costretta a prendere atto del fatto che con questa manovra non si risparmia niente; obbligata dalle esternazioni di un suo assessore; di fronte alla assenza dei suoi consiglieri) ha votato il documento proposto dal gruppo di minoranza.

Nel mio intervento ho rivolto al sindaco Salvi, all'assessore Iezzi, alla giunta e ai consiglieri alcune domande...

La strategia di dire che il nostro ospedale non è efficiente è identica a quella, proposta dalla maggioranza di incaricare un legaleper il ricorso al TAR contro il programma operativo, munirsi di un'arma che è disinnescata dalla disponibilità ad accettare il Programma e il P.T.A. (presidio territoriale di assistenza).

Tra l’altro sapete che il ricorso è anche contro la ASL che oggi avete invitato a partecipare?

L’anno scorso aiutammo il legale. L’attuale sindaco partecipò alla prima riunione e poi non più. Oggi cosa porterete al legale incaricato?

Conoscono sindaco, assessori e consiglieri il contenuto P.O.?

Sanno che lì si parla di ass. medica e infermieristica h12 / punto prelievi / non c’è TAC?

Questi sono i servizi per i quali vi siete battuti 3 anni fa? I cittadini si battevano per un PTA?

Oggi non si chiude un reparto ma tre reparti (sulla base di valutazioni immotivate e sconclusionate). Oggi si chiude tutto e anche la proposta fatta è assurda perché non è scritta da nessuna parte!

Per questo vi eravate battuti?

Oggi sindaci si sono incatenati, hanno fatto scioperi e il nostro sindaco fa acquiescenza, non dice nulla, dice e si contraddice, invita la ASL che da’ attuazione a quel che il commissario dice e poi fa ricorso!

A cosa serve parlare di quel che c’era prima? Di cosa è accaduto prima? Altro che protesta plateale e politicizzata! Avremmo dovuto parlare del debito e non l’abbiamo fatto.


La verità è che il sindaco, nel momento in cui parla di PTA, ammette il potere del commissario di cambiare tutto.

Noi il PTA non lo vogliamo neanche sentire!


L’Ospedale non può essere ciò che non è!

Voi volete questo? Voi che non avete neanche la libertà di dire quel che pensate e che cercate di mascherare da successo un assenso ad una politica che smantella un intero sistema. Altro che pdl!

Questo vi piace? E, se vi piace, perché vi piace?

Questo Consiglio Comunale non è una dependance dei vostri tavoli. Non avete il diritto di chiederci di ratificare nulla.

Noi cosa vogliamo? Voi cosa volete?


Se volete opporvi, votate il nostro odg.

Se vi va bene, votate il vostro odg. Noi non lo votiamo!

Come è andata a finire l'ho detto prima...

domenica 12 settembre 2010

Considerazioni politiche

Continuo il ragionamento iniziato ieri con alcune osservazioni di carattere più generale sull'iniziativa del gruppo consiliare di minoranza che ha promosso un ricorso al TAR contrto le delibere di Chiodi che disattivano, tra gli altri, anche l'osedale di Guardiagrele.

Il gruppo di minoranza si è fatto carico di un peso che doveva essere condiviso. Il ricorso doveva farlo il comune; doveva essere l’amministrazione, la giunta a tirare dentro l’opposizione (e noi ci saremmo stati) e non il contrario.

Nella camera di consiglio al TAR il prossimo 23 settembre non dovevamo esserci solo noi! Doveva esserci l’intera città guidata dal suo sindaco proprio come fu lo scorso anno contro Redigolo.

La cosa inspiegabile, poi, non è tanto lo sbandierare questa grande RSA pubblica e le altre favole che non hanno riscontro scritto nelle delibere di Chiodi (anzi sono contrarie a quello che Chiodi e Baraldi dicono), quanto che il sindaco abbia ripetutamente detto che il nostro ospedale è indifendibile. Si è reso conto che, in questo modo, ha offerto un’arma a chi questo ospedale vuole disattivarlo? Io, che voglio difenderlo, vado alla ricerca di elementi che lo descrivano come una struttura forte e indispensabile e lui che fa? Dice che è inefficiente e che così come è non si può difendere.

Oltretutto dimostra di non conoscere neanche le sue prerogative. Lo sa che è l’autorità sanitaria locale? Lo sa che in base allo statuto della regione, alle leggi dello stato (833/78 e 502/92) aveva il diritto di essere coinvolto nella programmazione sanitaria?

Lo sa il sindaco e lo sa l’assessore alla sanità che quello che oggi dicono essere il futuro dell’ospedale non è scritto da nessuna parte? Parlano di diagnostica e il laboratorio analisi diventa un punto prelievi. Parlano di pronto soccorso h24 e invece nel PO si parla di presenza di medico e infermiere h12. Parlano di RSA pubblica quando le delibere che nominano i commissari Chiodi e Baraldi dicono che non si possono aprire nuove strutture (né pubbliche né private).

Non parlano più dei tempi per raggiungere un ospedale. Perché non dicono che il PO afferma che gli abitanti del nostro territorio possono raggiungere un ospedale in 40 minuti e che la cosa importante è raggiungere un pronto soccorso in 60 minuti (altro che 50)?

Non dicono che l’ospedale sarà la nuova sede dei nuclei di cure primarie? Ma lo sanno quali responsabilità dovranno accollarsi i MMG? I MMG sono adeguatamente formati per dare questo servizio? Per loro è o non è un pericolo il fatto che l’ospedale perde la sua identità?

Queste cose non ve le hanno dette e non ve le diranno o perché non hanno letto le carte (chi fa i comunicati le ha lette le delibere?) o perché vogliono prenderci in giro.

E poi agli amici della Lega dico questo. Ma vi rendete conto che a Roma si decide persino che l’ospedale di Guardiagrele si chiude? Ma lo sapete che cosa significa federalismo fiscale? Oggi ci dicono quanti pl deve avere una regione e se non li raggiungi e non tagli spese di personale e per i farmaci mandano il commissario.

Questa politica ci avvia ad una gestione commissariale della democrazia. Se non si è dentro gli standard dei costi, saremo costretti a tagliare ovunque e se non taglieremo manderanno dappertutto commissari.

Di fronte a tutto questo non avevamo altra scelta se non quella di agire. Avevamo messo da parte l’interesse di parte e avevamo offerto e chiesto appoggio. Ci è stato rifiutato e negato.

Cosa era giusto fare? Stare a guardare? Noi abbiamo scelto la cosa giusta!

Continuano a parlare di elezioni perse. Ma questa è un’altra storia! E questa storia ci imponeva di andare avanti e fare quel che si doveva fare in questo momento. Ci hanno letteralmente massacrato e andavano cianciando i asl di montagna. Oggi ci propongono un progetto pilota che è il suicidio della sanità guardiese e noi dovremmo essere contenti?

Micucci e Tavani, sostenuti ancora oggi da Salvi e Di Prinzio impugnarono una delibera aziendale che applicava la legge e oggi che noi avevamo messo da parte l’interesse di partito ci hanno risposto picche quando le delibere di Chiodi sono un mostro giuridico che viola mezza costituzione e i principi più essenziali della democrazia?

Questa è la tragedia che si consuma in quello che sembra davvero un teatro. Molti attori – che dovrebbero essere i protagonisti – non dicono quello che dovrebbero dire o stanno in silenzio.

E nella buca del suggeritore c’è qualcuno che a noi proprio non piace!

Speriamo che non piaccia neanche a voi!

sabato 11 settembre 2010

Presentato il ricorso


Il piano Chiodi: giuridicamente scandaloso!

Non si è mai vista una serie così lunga di illegittimità in un provvedimento amministrativo. La cosa più giuridicamente scandalosa è la gamma delle violazioni: Costituzione, leggi dello Stato, decreti governativi, Statuto regionale, leggi regionali, accordi interministeriali.

Andiamo con ordine.

Il programma operativo approvato da Chiodi e Baraldi con le delibere 44 e 45 del 3 e 5 agosto scorsi, ridisegna completamente la rete ospedaliera regionale e stravolge le previsioni del Piano Sanitario Regionale.

Ora, il PSR (adottato con legge e, quindi, con tutte le garanzie che questo strumento prevede), riproduce l’accordo del 2007 tra la Regione e i Ministeri della salute e delle finanze, il famoso “Piano di Rientro” che ha previsto, tra le altre cose, quanti posti letto deve avere la rete ospedaliera e, soprattutto, che tutti gli ospedali (anche i piccoli ospedali) restano aperti con dotazione di PL per acuti.

Le delibere di nomina di Chiodi e Baraldi affidano ai due commissari il compito di dare attuazione al Piano di Rientro e, cioè, le previsioni del PSR ancora vigente e mai abrogato né sospeso né modificato contenuto nella L.R. 5/2008 (e anticipato dalle LL.RR. 20/2006 e 6/2007).

E’ evidente, quindi, che il Programma Operativo adottato da chi, invece, doveva dare attuazione al Piano di Rientro (e, quindi, dal PSR) è illegittimo perché viola il mandato governativo dei commissari e le Leggi Regionali.

Su questo argomento il ricorso richiama anche la recente giurisprudenza della Corte Costituzionale che ha chiarito i limiti del potere commissariale e contiene un’analisi comparativa con alcune delle regioni commissariate (Lazio e Campania).

Il PO, poi, viola tutte le Leggi anche dello Stato in materia di Servizio Sanitario Nazionale di riordino della disciplina in materia sanitaria. La Legge 833/1978 e il D.Lgs. 502/1992 hanno stabilito che il Piano Sanitario Regionale e, cioè, la programmazione in materia di servizi sanitari (compresa la rete ospedaliera) è adottata con legge regionale e non certamente con delibere commissariali.

Questo significa che gli atti programmatori (e il P.O. Chiodi-Baraldi ha la natura e la sostanza di atto programmatorio) devono essere condivisi con gli Enti Locali, devono essere adottati nel rispetto del sovrano principio della partecipazione, non possono andare oltre il livello generale dovendo lasciare alle Aziende Sanitarie il potere di dare attuazione a livello locali.

Ebbene, il PO non ha rispettato nessuno di questi passaggi violando le prerogative dei comuni e delle stesse Aziende Sanitarie. La stessa ASL avrebbe, a mio avviso, interesse a contrastare il P.O., ma su questo è facile comprende il motivo del silenzio.

Perché sono stati ignorati i sindaci, perché nessuno ha mai coinvolti gli enti Locali (come anche lo Statuto regionale prevede) in un atto così importante della programmazione regionale? Perché, pur non avendo il potere di rivedere la rete ospedaliera, Chiodi e Baraldi lo hanno fatto? E perché, violando anche il principio di uguaglianza (art. 3 Costituzione) non hanno toccato le cliniche private e, chiudendo i ospedali, hanno, nei fatti, stabilito che chi abita sulla costa si può salvare e chi vive nelle zone interne no?

Sarebbe bastato chiedere consiglio alla presidente Polverini, commissario nel Lazio. Lì il commissario ha il potere – datogli dal governo – di rivedere il Piano Sanitario e lì questo potere, sebbene nelle mani di uno solo, non ha rinunciato al coinvolgimento degli enti locali. Qui questo non è accaduto.

Il P.O., poi, viola le stesse norme che le delibere Chiodi-Baraldi richiamano per giustificarne l’adozione a partire dalla Legge Finanziaria per il 2010 (L. 191/2009). Quella legge si riferisce alle regioni già commissariate e stabiliscono la prosecuzione del piano di rientro (di un atto, cioè, già recepito dal PSR). Le delibere, invece, vanno oltre e intendono i programmi operativi come leve per scardinare l’impianto dell’accordo con il governo (il Piano di rientro) cui, invece, devono dare attuazione.

Il P.O., inoltre, fa riferimento alla Legge 133/2008 (la prima finanziaria estiva di Tremonti) senza dire, però, che l’adozione dei piani secondo quella legge è necessaria solo per accedere ai finanziamenti del 2010 e del 2011, cioè annualità non coperte dal piano di rientro.

Il P.O. viola anche il patto per la salute del 3 dicembre 2009, poi recepito dalla finanziaria. Nel patto si abbassa il numero dei posti letto per abitante da 4,5 per 1000 a 4 x 1000. Perché il P.O lo abbassa addirittura a 2,45 x 1000 abitanti? E, soprattutto, perché lo fa solo negli ospedali pubblici senza toccare le cliniche private. Si badi bene che, adottando anche per il privato i criteri (tasso di occupazione e durata media della degenza) utilizzati per tagliare i nostri piccoli ospedali, ben altri sarebbero stati i risultati con tagli di reparti interi nelle strutture private.

Il P.O. è, poi, illegittimo perché, nei fatti, adottato da chi non era più competente in materia di rientro dal disavanzo. Il piano di rientro del 2007, infatti, ha già prodotto i suoi risultati, come certificato dal tavolo tecnico regione – Ministeri del 17 aprile 2010 (nel verbale di quella riunione si legge, tra l’altro, che il debito non c’è più e che il Piano Sanitario va bene così come è). Se il debito non c’è più a che servono i commissari?

E poi, ancora, la norma che giustificherebbe il P.O. (la finanziaria per il 2010) dice che se la regione fa un nuovo piano di rientro cessa il commissariamento. Se, come abbiamo detto, il P.O. è, nei fatti, un nuovo Piano Sanitario, allora Chiodi e Baraldi dovrebbero fare le valige, ma così non è stato. Perché?

Il ricorso, depositato il 10 settembre e iscritto al numero 371/2010, contiene, poi, una serie di osservazioni circa le contraddizioni del P.O..

Quella più eclatante è il motivo più serio di preoccupazione sta innanzitutto nella descrizione del Presidio Territoriale di Assistenza (l’ormai famoso P.T.A.): il P.O. parla di assistenza infermieristica h12 e altri servizi come quelli di “accoglienza alle persone”. Questo non è un ospedale per acuti come la programmazione precedente stabiliva.

C’è, poi, una notazione che da sola smentisce tutto l’impianto del P.O.: se, chiudendo gli ospedali i costi non si riducono (le delibere lo dicono chiaramente), perché si chiudono gli ospedali.

E, soprattutto, visto che le delibere di nomina dei commissari chiedono loro di intervenire, ad esempio, sulla medicina generale e sulla spesa farmaceutica, perché si agisce sulla rete ospedaliera?

Queste contraddizioni si traducono in altrettanti motivi di illegittimità perché su questo le delibere sono assolutamente prive di motivazione e, soprattutto, illogiche.

L’udienza per la sospensiva è fissata al 23 settembre 2010. Se la sospensione non dovesse arrivare per il fatto che la chiusura dell’ospedale di Guardiagrele è fissata al 31 dicembre, ci attendiamo, comunque, una udienza a breve per la discussione nel merito.

Il ricorso è stato notificato anche alla regione Abruzzo e alla ASL di Chieti che è il soggetto attuatore dei provvedimenti commissariali.

mercoledì 8 settembre 2010

mercoledì 1 settembre 2010

Dire e contraddire...

Il sindaco con varie dichiarazioni alla stampa locale bolla come plateali e politicizzate le iniziative del gruppo di opposizione di centrosinistra continuando con il rimpallo di responsabilità circa lo sfascio della rete ospedaliera che si sta consumando in queste ore.

Mentre il gruppo di minoranza si fa carico di predisporre un ricorso che a giorni sarà depositato, il sindaco continua a dire e contraddire e, soprattutto, ad assistere, insieme con la sua giunta, in silenzio allo stravolgimento di un disegno che garantiva non solo un futuro all'ospedale ma una speranza ai cittadini.

Queste sono le conquiste che noi difendiamo.

Ho partecipato, insieme con la capogruppo, all'incontro con il legale contattato dal sindaco su nostra sollecitazione; in quella sede si scoraggiò un ricorso al Tribunale Amministrativo.

Noi, invece, siamo convinti della fondatezza delle nostre posizioni e della assoluta illegittimità degli atti commissariali e, per questo, non ricevendo l'appoggio chiesto e vedendoci rifiutato l'appoggio offerto, abbiamo intrapreso una strada sulla quale siamo stati seguiti dagli altri e che con gli altri stiamo condividendo.

Chi per primo ha lanciato l'iniziativa della diffida? Chi per primo a parlato di ricorso al TAR?

Lasciando quella riunione chiedemmo al sindaco di informarci sulle sue decisioni ma, a distanza di una settimana, quello che pensa lo leggiamo sui giornali visto che non ha risposto alle nostre lettere e non ha convocato il consiglio comunale.

Concludo dicendo che mi sembra strano e inspiegabile l'atteggiamento di chi prima dice di sostenere la programmazione del 2007 e poi rinuncia ad ogni difesa.

Qualcuno dovrà spiegarci i motivi di questi atteggiamenti.

Non mi interessa rispondere con polemiche alla polemica.

A questo punto non mi resta che confermare il contenuto della diffida al sindaco dall'avallare certe scelte ed esprimere tutta la mia meraviglia di fronte alle parole di chi più volte ha difeso la programmazione del 2007-2008 (votando anche un odg in consiglio comunale) e oggi continua a ripetere che l'ospedale non funziona e che, quindi, può chiudere tranquillamente.

Cosa andrà a dire nei tavoli che continua a chiedere mentre la direzione generale già pianifica la chiusura in riunioni delle quali non sa nulla?

Noi andiamo avanti nella strada dell'azione concreta convinti di avere tentato un interessamento dell'amministrazione che persiste nel suo silenzio mentre altrove c'è chi tenta di tutto per scongiurare la morte dell'ospedale e, con esso, di un intero territorio.

martedì 31 agosto 2010

Quousque tandem...


Qualcuno ci dica perchè...

Oggi è il 31 agosto, la fine dell'estate, la vigilia di un inizio d'anno di lavoro (per chi può) e di impegno (per chi deve).

Oggi è il giorno della definitiva disattivazione di alcuni ospedali della nostra provincia, il giorno atteso ma che nessuno avrebbe voluto che arrivasse, il giorno in cui chi avrà un piccolo-grande problema di salute inizierà a chiedersi dove andare.

Le carte - dicono - promettono alternative, offrono soluzioni ma la gente non lo sa perchè nessuno glielo ha detto...la gente non lo sa perchè queste alternative semplicemente non esistono La gente non chiedeva e non chiede la luna ma un minimo di sicurezza.

Qualcuno ha deciso di negarla e, con lei, di negare questo diritto alla salute che la Costituzione garantisce con tanti altri diritti che lentamente svaniscono.

Qualcuno ha decisio che il nostro Abruzzo è terra di conquista; ha deciso che quanto faticosamente era stato ottenuto va cancellato fregandosene anche delle leggi che hanno scritto.

Oggi, però, è il giorno in cui potrebbe arrivare una risposta positiva che ferma tutto e ci da' un po' di respiro.

Ma se questa risposta non dovesse arrivare, la battaglia non si fermerebbe.

Intanto qualcuno ci dica il perchè...ci spieghi il motivo di un accanimento che non ha nessuna giustificazione apparente...ci dica perchè siamo costretti a leggere il capitolo nuovo, diverso, di una storia che non piace a nessuno.

martedì 24 agosto 2010

Con rammarico, prendiamo atto...ma andiamo avanti


La nostra proposta di ordine del giorno


Purtoppo il sindaco ha anticipato che il consiglio non si farà, che non è urgente.


Noi porteremo avanti la nostra iniziativa.

E ora il ricorso contro le delibere di Chiodi


lunedì 23 agosto 2010

Dalla minoranza di Guardiagrele una svolta per la sanità

Il gruppo consiliare di minoranza "Guardiagrele il bene in comune" compie i primi passi dell'iniziativa politica presentata ieri sera in un'affollata assemblea pubblica a Guardiagrele.

Stamattina è stata protocollata la diffida che il gruppo consiliare ha intimato al presidente della regione, quale commissario per la sanità, al sub commissario, all'assessore alla sanità e, quale autorità sanitaria del comune, anche al sindaco.

Contemporaneamente ha depositato una richiesta di convocazione urgente del consiglio comunale perche venga immediatamente intrapresa un'azione giudiziaria per impugnare le delibere (n. 44 e n. 45 del 2010) con le quali Chiodi ha decretato la morte dei piccoli ospedali.

Se, da una parte, mi meraviglio delle esternazioni del sindaco Salvi che ha candidamente dichiarato che è inutile difendere l'ospedale, dall'altra è necessario che tutti prendano atto che l'iniziativa decisiva che potrebbe segnare una svolta della sanità non solo a Guardiagrele ma nell'intera Regione, parte dal gruppo di minoranza al comune di Guardiagrele.

Chiediamo appoggi a tutti i comuni interessati, a partire da quelli di Casoli, Pescina e Gissi per il quali la chiusura degli ospedali è prevista fra poco più di una settimana.

L'impugnativa che il nostro gruppo propone, infatti, è destinata a sortire i suoi effetti sull'intero sistema perchè ciò che noi chiediamo è la sospensione di un piano operativo che è illegittimo sotto molteplici aspetti.

Il nostro gruppo consiliare è quello che ha formalmente diffidato regione e comune dall'adottare o avallare atti che ledono i diritti dei cittadini; il nostro gruppo è quello che propone e si fa parte attiva perchè gli atti della regione vengano annullati perchè contro la legge e contro la Costituzione.

Ciò che ci incoraggia è anche una importante pronuncia della Corte Costituzionale che ha chiarito che è il Consiglio Regionale l'unico organo che decide come organizzare la rete ospedaliera mentre al Commissario spetta di vigilare sul rientro dal disavanzo.

Ci incoraggia anche il fatto che il piano di rientro che Chiodi più volte richiama nelle sue delibere stava dando i suoi frutti come lo stesso Redigolo dichiarava lo scorso anno.

A questo punto chiediamo anche il sostegno della città, delle associazioni, dei sindacati, dei cittadini, di chiunque ha veramente a cuore la sorte dei nostri ospedali e delle zone interne.

La richiesta di consiglio comunale...


Appena dopo la diffida il gruppo consiliare "Guardiagrele il bene in comune" ha protocollato una richiesta di convocazione urgente del consiglio comunale per impugnare al TAR le delibere 44/2010 e 45/2010 del commissario Chiodi (Presidente della Regione).

Con queste delibere si decreta la morte entro fine anno dell'ospedale di Guardiagrele.

La proposta di impugnativa è il punto essenziale dell'iniziativa politica del gruppo consiliare di opposizione che propone un'azione concreta in difesa dell'ospedale.

La diffida...

Questa mattina il gruppo consiliare "Guardiagrele il bene in comune" ha protocollato in comune (prot. 17531 del 23.8.2010) la diffida al sindaco relativa alla tutela del diritto alla salute.
La diffida è stata presentata ieri sera (22 agosto 2010) in un'assemblea pubblica in piazza S. Maria Maggiore.
E' il primo atto dell'iniziativa politica del gruppo consiliare di centro sinistra per salvare l'ospedale di Guardiagrele.

sabato 21 agosto 2010

Dal generale al particolare...(il mio intervento alla festa PD)

C’è solo da preoccuparsi per la situazione attuale, per gli evidenti segni di eclissi della giustizia (sociale), della legalità, del senso delle istituzioni, della moralità.

Invece di essere e sentirsi chiamati ad una forte mobilitazione delle coscienze, siamo in stato di permanente anestesia che impedisce di frenare o ridurre questo scivolamento sociale verso il basso neanche tanto lento e apparentemente inesorabile.

Di fronte a questo scenario il compito dei partiti, del nostro partito, è quello di restare o tornare vicino alla gente per ascoltarne i bisogni reali e costruire progetti di sviluppo durevoli e non estemporanei, di smascherare il castello di menzogne che l’avversario politico costruisce giorno dopo giorno.

Sicuramente è debole la cultura di fondo nella quale tutti siamo immersi, una cultura che, anche a causa della crisi economica che ci coinvolge, ha rinunciato a riflettere sulla realtà sociale ed è disposta, a causa della stanchezza che non spinge oltre le apparenze di quello che si legge e di quello che si sente, a ritenere per vero tutto ciò che ci si para davanti.

E’ debole il senso di comunità a causa di modelli sociali che privilegiano l’individuo e considerano il bene comune come una somma di interessi singoli, come un aggregato di “benesseri individuali”.

In questo quadro la nostra città – della quale abbiamo sempre detto che riproduce in piccolo tutte le complessità delle realtà più grandi – ci fa toccare con mano ciò che di negativo la classe di governo nazionale ci propone: eclissi della moralità civile, del senso delle istituzioni, del senso di comunità, della giustizia sociale.

A questo si aggiunge la pratica della mistificazione della realtà per cui risulta facile, molto facile, spararla grossa mentre diventa sempre più difficile smentire, anche quando questo avviene con documenti alla mano.

Ecco, un partito che si definisce democratico deve sostenere lo sforzo di chi cerca di superare queste debolezze e di cambiare la realtà in cui vive. Ha dimostrato di saperlo fare negli scorsi anni a Guardiagrele ad esempio costruendo un sistema di welfare locale non solo mettendo a disposizione denaro, ma soprattutto edificando una fitta impalcatura di relazioni che il nuovo governo locale (la dis-amministrazione Salvi) ha letteralmente smantellato in men che non si dica.

Questo è il periodo nel quale, di fronte alla crisi che ci presenta ancora serie difficoltà da contrastare e che non ci permette ancora di superare la fatica di mesi difficili, dovremmo essere coinvolti da un sussulto di vigore sociale e civile invece di essere presi in giro con proclami che si dimostrano falsi o pratiche ormai seccanti di rimpalli di responsabilità. Avremmo bisogno di chi richiami e, soprattutto, rappresenti un quadro di riferimento forte, robusto, certo come è la nostra Costituzione, ma non è così e non è così neanche a Guardiagrele.

Quando si propagandano per propri risultati ottenuti da altri o progetti avviati da altri; quando in Consiglio Comunale si dice che non tutto prima (amministrazione Palmerio) è stato sbagliato, ma che in campagna elettorale questo non si può dire perché ci sono le elezioni; quando si dà onore a personaggi che non fanno mistero di razzismo; quando si prende ad insultare i consiglieri di minoranza nel silenzio di chi rappresenta tutta la città; quando si dà dello sfrontato a chi segnala gli errori; quando passano mesi senza che le legittime interrogazioni abbiano risposta; quando accade tutto questo c’è da essere preoccupati perché vuol dire che quel quadro di riferimento è smarrito.

In questo quadro l’impegno di un partito, il Partito Democratico, nel quadro di una coalizione di centro sinistra, quali obiettivi deve porsi? Essenzialmente due: denunciare e progettare. Dovrebbe forse stare in silenzio? Stare a guardare?

L’impegno deve essere necessariamente quello di mobilitare le coscienze; diventare autori di un cambiamento che anche nella nostra città è già necessario perché già vittima di una regressione civile (che fa della menzogna, della mistificazione e delle insinuazioni persino calunniose il suo programma – si vedano, a questo proposito, il manifesto sui 100 giorni e il manifesto dal titolo “Ma non è una cosa seria”, entrambi del PdL) e morale (perché non si fa scrupolo di insultare l’avversario o tollerare che ciò avvenga – si leggano le trascrizioni del consiglio comunale del 29.7.2010).

Si dice che chi parla in questo modo fa demagogia. Non è così e fortunatamente lo si può dimostrare. Andiamo con ordine riportando le affermazioni del manifesto del PdL locale sui primi 100 giorni della giunta Salvi e, di seguito, i riferimenti dei documenti che dimostrano come le iniziative propagandate per proprie e oggetto di vanto per i primo 100 giorni siano, in realtà, l’esito di impegni, progetti e iniziative della Amministrazione precedente.

Sui suoi 100 giorni Salvi NON dice…

1. Salvi dice di avere stipulato un accordo SASI per la sistemazione delle disastrate reti fognarie di Satriana.

Salvi NON dice che la giunta Palmerio aveva messo a disposizione di SASI 40.000 euro per risolvere il problema (informazioni reperibili presso gli Uffici Finanziari del Comune). Queste somme sono state restituite e non sappiamo perché.

2. Salvi dice di avere avviato il trasferimento delle salme dalla vecchia alla nuova ala del cimitero del capoluogo.

Salvi NON dice che questa attività è stata avviata da molti mesi (amministrazione precedente) grazie all’impegno del personale comunale (informazioni reperibili presso l’Ufficio manutenzioni del Comune). E’ vero, piuttosto, che si sono accumulati enormi ritardi nella sistemazione delle salme e nella stipula del contratti di concessione.

3. Salvi dice di avere avviato la progettazione per l’adeguamento e messa in sicurezza dell’area artigianale di Melone.

Salvi NON dice che la precedente amministrazione ha chiesto e ottenuto un finanziamento dalla Regione di oltre 66.000 euro (la comunicazione è la n. 3766/A del 4.3.2010) a fronte di un progetto per € 110.519,50.

4. Salvi dice di avere avviato i lavori per il consolidamento e la sistemazione dei servizi igienici e degli spogliatoi della Piscina comunale.

Salvi NON dice che l’iter dei lavori nella Piscina Comunale è stato avviato dalla giunta di centro sinistra per consolidare una struttura che consente da anni di fare sport a Guardiagrele (Delibera Giunta Comunale n. 197 del 5.11.2009. Da notare che sulla delibera consiliare di variazione del Piano delle Opere Pubbliche - n. 90 del 26.11.2009 che, su proposta della Giunta, portava ad € 120.000 la spesa necessaria - Salvi votò contro).

5. Salvi dice di avere affidato un incarico di progettazione per la realizzazione in concessione di impianti fotovoltaici.

Salvi NON dice che sulla questione “fotovoltaico” fu la precedente amministrazione a formulare una proposta per la realizzazione di impianti con la formula della concessione di costruzione e gestione e senza alcun rischio di indebitamento da parte del Comune (delibera C.C. n. 91 del 26.11.2009).

6. Salvi dice, in merito al commercio, di avere avviato il riordino del mercato domenicale e di avere avviato sul portale web del comune la creazione della “rete del commercio”, una vetrina di supporto alle attività commerciali.

Salvi NON dice che era stato avviato un confronto con gli esercizi commerciali al fine di rivedere lo strumento regolamentare in accordo con i diretti interessati. La precedente amministrazione, inoltre, aveva promosso alcune iniziative per il rilancio del commercio coinvolgendo il consorzio “centro commerciale naturale” e le associazioni di categoria (note n. 9214 del 27.4.2009, n. 13787 del 23.6.2009, n. 14157 del 29.6.2009, n. 16718 del 3.8.2009).

7. Salvi dice di avere approvato definitivamente la variante generale al PRG in località Sciorilli.

Salvi NON dice, giocando ancora una volta tra adozione della variante e approvazione, che la variante per Sciorilli venne adottata dalla precedente amministrazione con delibera consiliare n. 27 del 14.7.2009).

8. Salvi dice di avere completato i lavori di sistemazione dell’Antiquarium comunale.

Salvi NON dice che il progetto per la sua realizzazione (con il quale, tra l’altro, si è provveduto al consolidamento dei locali dell’edificio comunale) è stato approvato dalla giunta Palmerio (delibere G.C. n. 79 dell’8.4.2008 e n. 151 del 28.8.2008) E’ difficile ammettere che un’opera strategica per la conferma del ruolo culturale della città è stata iniziativa di chi ha preceduto la giunta Salvi.

Dire che il proclama dei 100 giorni è pieno di menzogne è demagogia? Smascherare con i documenti i presunti crediti della dis-amministrazione è segno di sfrontatezza?

Anche quello di cui ci si vanta non è, in realtà, meno degno di censure. Sia sufficiente fare un breve excursus di alcuni interventi, atteggiamenti, iniziative che non è neanche il caso di commentare.

Antologia dei 100 giorni. Ecco cosa fa la dis-amministrazione…

1. aderisce al progetto “culto e cultura in Abruzzo” (delibera G.C. 94 del 27.5.2010) vagheggiando frotte di pellegrini da Santiago;

2. lascia a secco la festa di S. Nicola Greco (compatrono) vera e unica risorsa per il tanto propagandato turismo religioso nostrano;

3. istituisce servizi per le politiche comunitarie ma di Bruxelles (nonostante i pellegrinaggi) nessuno più parla (del. G.C. 101 del 3.6.2010); a quanti e quali bandi ha partecipato il comune?

4. si vanta di avere speso 22.228,00 euro per avere istituito le aiuole dei cedri alla Villa Comunale (del. G.C. 114 del 17.6.2010) per cominciare a ridare un po’ di decoro alla nostra “Terrazza d’Abruzzo” (manifesto PdL);

5. organizza il convegno “Vino & Salute” per circa 30 ospiti spendendo € 7.412,00 (det. 884 del 24.6.2010 e 892 del 28.6.2010);

6. sospende – inventando una procedura mai vista prima – l’iter di approvazione del PRG (del. G.C. del 28.6.2010);

7. propone un nuovo tracciato per l’elettrodotto che attraverserà anche una parte di Guardiagrele (del. 133 del 1.7.2010) quando il consiglio comunale, su proposta dell’opposizione, aveva deliberato di richiedere la sospensione dell’iter di realizzazione (del C.C. 34 del 14.6.2010);
8. sfregia Piazza S. Francesco vagheggiando ordine e disciplina (del G.C. n. 148 del 29.7.2010) con il risultato che la piazza sta peggio di prima con circa 20 posti macchina in meno e del bussino neanche l’ombra;

9. si vanta di avere collocato il bancomat a S. Vincenzo nel disinteresse della vecchia amministrazione senza dire che la domanda è del 26.1.2020 (prot. 1578) e che la procedura è di tipo amministrativo tanto che le richieste di integrazioni vennero formulate sin dal 26.2.2010 (prot. 4332);

10. concede l’uso di un gazebo in Piazza Garibaldi dal 1 al 22 agosto con una delibera del 18 agosto (del. G.C. n. 150 del 18.8.2010);

11. pulisce a spese del comune le strade di una Provincia di Chieti assente su tutti i fronti;

12. non dice una parola sul mancato finanziamento dell’Informagiovani da parte della Provincia;

13. sull’ospedale non dice una parola nel “proclama dei 100 giorni” e assiste con un “dissenso di circostanza” allo scippo della giunta regionale.

Il gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune” che il Partito Democratico sostiene ha fatto la sua parte nel Consiglio Comunale e fuori dal Consiglio.

Ha presentato innumerevoli interrogazioni sui temi più diversi e, nella maggior parte dei casi, non ha ricevuto nei termini di legge le risposte. E’, ad esempio, il caso delle interrogazioni su informagiovani, piano di zona dei servizi sociali, nido d’infanzia, marcia Perugina – Assisi, 5x1000, festival musicoterapia, protezione civile, pulizia strade provinciali, parcheggi, pulizia muraglioni…).

Ha sollecitato risposte sul Piano Regolatore mentre il PdL locale insinua nei cittadini dubbi sulla legittimità degli atti e delle procedure. Chi sono i compagni di merende? Chi sono i pochi intimi?

Sulla questione sanità si è fatto promotore di una azione forte che si spingerà fino all’ultimo tentativo di difesa dell’Ospedale, anche giudiziario. Si tratta di una diffida alle Autorità regionali e all’Autorità locale a non approvare o avallare atti che compromettano la tutela del diritto alla salute dei cittadini. Quel che sconcerta è che si continua ad attribuire responsabilità ad altri senza rendersi conto che il problema è nuovo, diverso e nuova e diversa – nella difesa dei risultati ottenuti nel 2007-2008 – deve essere l’azione di contrasto. Su questo fronte, come si è già detto, non c’è stato nulla, a parte il battere nervosamente i pugni sul tavolo di un consiglio comunale al quale i dirigenti del centro destra erano assenti.

In questo quadro la proposta deve essere forte e deve avere come primo obiettivo la denuncia del degrado cui si assiste. Questo è il primo passo per una mobilitazione delle coscienze che abbia come effetto minimo quello di invitare ad una lettura critica degli eventi e ad un ascolto critico di quanto viene detto spesso a sproposito e senza fondamento.

La proposta attiva, poi, è una proposta di progetto da condividere e discutere.

Il tema di oggi è quello della crisi, il quadro, cioè, nel quale ci si muove e che chiede di essere faticosamente superata attraverso la costruzione o ri-costruzione del tessuto che ha sgretolato.
A livello locale è necessario riprendere in mano con decisione le strutture di welfare locale che la giunta di centro sinistra aveva costruito. Non basta investire denaro se non si investe in umanità, in confronto tra persone e tra gruppi in un cantiere che sia veramente il luogo della comunità solidale.

Possiamo rassegnarci e tollerare che le strutture di dialogo (con le associazioni, i sindacati, il mondo giovanile, gli anziani e le famiglie, le scuole, i disabili) che avevano visto la luce dopo una lunga gestazione siano praticamente annullate? (Che ne sarà dell’Osservatorio sulle povertà, sui servizi, del forum delle associazioni giovanili, dell’Osservatorio sul volontariato, della Consulta per le disabilità, della Consulta delle forme associative?)

C’è stato, nei mesi scorso, un momento in cui poteva giungere un segnale forte in questa direzione anche con nuovi investimenti ma la dis-amministrazione ha fatto altre scelte, anche ingiustificate (è il caso, ad esempio, delle spese per il personale sulle quali la giunta in consiglio non ha saputo rispondere).

E’ stata possibile, grazie ad un avanzo della gestione di centro sinistra di 226.000 euro e ad un’entrata di 200.000,00 euro, una importante variazione di bilancio ma, restando almeno nel campo dei servizi alla persona:

1. non un centesimo per borse di studio a favore di giovani studenti (al di fuori di quelle previste dal piano per il diritto allo studio);

2. non un centesimo per stabilizzare le borse lavoro;

3. non un centesimo per sostenere iniziative concrete per l’inclusione sociale;

4. non un segnale decisivo per rispondere alla difficoltà attuale.

A noi tocca, quindi, non rassegnarci, continuare ad agire e dire, come insegnava Mazzolari:

Noi ci impegniamo…il mondo si muove se noi ci muoviamo, muta se noi mutiamo, si fa nuovo se qualcuno si fa nuova creatura. La primavera incomincia con il primo fiore, la notte con la prima stella, il fiume con la prima goccia d’acqua, l’amore col primo pegno…

martedì 17 agosto 2010

Le "mie nonne"

Un ferragosto diverso quello di quest'anno.

Dopo molto (troppo) tempo sono tornato alla casa di riposo a trovare i "miei nonni", anzi, soprattutto le "mie nonne"...

Non quelle di sangue ma quelle che ho adottato negli ultimi anni e che da tempo mi aspettavano anche se non l'avevano mai detto!

Un po' di gelato, un po' d'aria, due chiacchiere e poi a casa.

Ho preso l'impegno di tornarci almeno una volta al mese...come ai "bei tempi"...

Quali? Domandatelo a loro!

venerdì 13 agosto 2010

La ricerca continua...

Ogni tanto rivedo sul mio PC la cartella "comune di Guardiagrele" e, quando la apro, faccio "un giro" tra le centinaia di files collezionati in questi anni.

Mi tornano utili nella mia attività di approfondimento continuo dei temi dei servizi alla persona oggi che me ne occupo da collaboratore di alcune realtà associative della città e del territorio e per capire come presentare e lanciare la fondazione Civitas di cui più volte vi ho parlato.

Mi rendo conto del fatto che ho incontrato tante persone dalle quali ho potuto imparare come affrontare un problema e, soprattutto, come risolverlo.

Mi colpisce la quantità delle lettere che ho scritto, anche solo per un grazie a chi aveva contribuito a raggiungere un obiettivo.

Mi colpisce, poi, la quantità di inviti rivolti praticamente a tutta la città, a partire dalle associazioni alle quali ho tenuto sempre in modo particolare, che ho chiamato a raccolta con insistenza, anche quando non arrivavano le risposte che mi attendevo.

Mi colpisce, infine, la quantità dei contatti avuti con le decine di "attori sociali" - come mi piaceva e mi piace chiamarli - con i quali ho avuto modo di confermare la convinzione che è essenziale lavorare in squadra.

Mi domando se sia possibile non disperdere un lavoro che è stato codificato in atti e documenti.

lunedì 9 agosto 2010

Felici e dormienti?

Leggo sul blog di Nando Dala Chiesa un simpatico post che mi ricorda tanto una situazione di questi giorni.

Qualcuno dice che è demagogico denunciare - documenti alla mano - chi si attribuisce meriti che sa di non avere.

Per me chi fa (la politica del fare?) così è, quanto meno, scorretto.

E' vero, come dice Dalla Chiesa, ci sono cose peggiori ma mi domando se si possa far correre tutto perchè "c'è altro a cui pensare".

Sono convinto, però, che chi agisce così "nel poco" lo fa anche "nel molto" e, quindi, resisto e denuncio!

Spero che questa storia non si concluda con un bel "vissero tutti felici e dormienti".

Intanto andatevi a leggere questo simpatico post...(www.nandodallachiesa.it - il post è del 9 agosto).

giovedì 5 agosto 2010

Suoni Mo'desti 2010...complimenti ragazzi!

Bravi Mo'desti...l'evento dell'estate è sicuramente il vostro "Music for Angola", suoni Mo'desti 2010.

E' così, per molte ragioni.

Perchè è un'iniziativa che vede la luce grazie all'impegno di mesi di un gruppo di giovani che vuole bene alla propria città, che vuole concretizzare la passione per la musica, che vuole far comprendere qual è il risultato se si crede in un progetto.

Perchè è un progetto che va al di là dell'evento musicale e che guarda, come nelle precedenti edizioni, all'impegno per chi è in difficoltà.

Perchè i gruppi musicali ospiti, la Bandabardo' soprattutto, sono il meglio sulla piazza.

Insomma, complimenti per quello che siete riusciti a fare e per tutto il lavoro che c'è dietro.